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AP, Lo Bosco pronto per il secondo mandato

Il sospetto che a Messina avessero fatto i conti senza l’oste obbiettivamente c’era. E quando l’oste in questione è il presidente della Regione Raffaele Lombardo, il sospetto diventa certezza. Come da copione, nonostante il ministro dei Trasporti Passera abbia dato il proprio benestare alla nomina di Calogero Ferlisi, comandante del Corpo dei Vigili Urbani di Messina, per la presidenza dell’Autorità Portuale, Lombardo ha messo il veto. Con quali motivazioni non è ancora dato sapere visto che non è stato possibile ottenere una dichiarazione che desse una seppur minima indicazione rispetto alla sua volontà.

Tutto da rifare quindi, mentre Dario Lo Bosco, che tra i tanti incarichi è anche ai vertici di RFI, da alcune settimane siede come commissario sulla poltrona che in precedenza ha occupato come presidente.

Un colpo di scena il niet di Lombardo a Ferlisi? Ovviamente no. Così come in pochi si sono sorpresi quando Lo Bosco, nonostante gli impegni gravosi che comportano la presidenza di RFI, quella dell’AST e una decina di altri incarichi sparsi qua e là, docenze universitarie comprese, si è reinsediato all’Authority con un cambio di ruolo tutto sommato minimo, visto che le sue presenze in città si sono via, via diradate fino a diventare nell’ultimo anno sì e no quindicinali. 

E questo, nonostante il ruolo fondamentale che l’Autorità Portuale ha rispetto al futuro della città. Non solo per quanto riguarda il Piano Regolatore Portuale, tanto per dirne una, ancora fermo negli uffici di corso Vittorio Emanuele, ma anche

il completamento del nuovo porto di Tremestieri, che proprio a causa della sua provvisorietà paralizza la città con le sue chiusure forzate a settimane alterne.

A destare qualche sospetto sulla nomina di Lo Bosco a commissario è la pochezza del ruolo, che di solito è assegnato ad un funzionario ministeriale o un comandante di Capitaneria di Porto. Sicuramente non al presidente di un colosso come RFI, la controllata del Gruppo FS che gestisce la rete ferroviaria e parte del trasporto marittimo. Lo Bosco ha sempre presentato questo nuovo incarico come una dimostrazione di spirito di servizio. I più maligni invece, sostengono che è una sorta di passaggio propedeutico al secondo mandato. 

Dario Lo Bosco

Nel balletto che sempre precede la nomina del presidente dell’Authority, gli enti locali che devono esprimere la terna da presentare la ministero dei Trasporti non si sono messi d’accordo sui nomi. E se da un lato c’erano Comune di Messina, Provincia e Camera di Commercio che hanno puntato tutto su Leonardi, Famiani e Ferlisi, le amministrazioni di Milazzo e San Filippo del Mela, legate a filo doppio a Lombardo, hanno sostenuto la candidatura dell’ex comandate della Capitaneria di Porto Tommaso Santapaola. 

E che tra i due litiganti, Ferlisi e Santapaola, a godere sarà il terzo, Lo Bosco ovviamente, sono in pochi a dubitarne. Certezza questa, che si aggiunge a quella dell’incapacità cronica della classe politica locale rispetto ad una reale gestione della città, che consentirà per l’ennesima volta di trattare Messina come una colonia dell’Impero e di decidere altrove del suo futuro.