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Ancora tutto fermo per la messa in sicurezza del villaggio Cumia. Guerrera: “Progettare le opere dando priorità alle situazioni di rischio”

La frana di Cumia

A distanza di oltre 3 anni dall’alluvione dell’1 ottobre 2009 i lavori per la messa in sicurezza di Cumia sono ancora al palo. Dei 2 milioni 600 mila euro previsti dal progetto, l’unico di competenza del Comune perché tutti gli altri sono stati seguiti dal Genio Civile, ne sono stati spesi solo 240 mila per i lavori al costone roccioso che incombe sul villaggio.

Per il resto, il sopralluogo della II Commissione Urbanistica del Comune di Messina organizzato dal presidente Domenico Guerrera per verificare lo stato dei lavori di messa in sicurezza e prevenzione del rischio idrogeologico esistente nella zona ha solo potuto constatare il nulla di fatto dell’ex Giunta Buzzanca rispetto ai lavori previsti.

Presenti al sopralluogo l’Ingegnere Capo del Genio Civile Gaetano Sciacca, il RUP dei lavori Salvatore Bartolotta, il progettista e direttore dei lavori Antonino Sutera, il presidente della III Circoscrizione Giovanni De Salvo con i consiglieri Minutoli e Cardile e il presidente dell’Associazione Culturale Monte Cumia-Valle Camaro Francesco Zaccone.

Nonostante fossero stati invitati, non sono intervenuti Maurizio Croce e Bruno Manfrè in rappresentanza del Servizio Regionale Protezione Civile.

Lo stesso Sutera ha evidenziato che il progetto principale, per ragioni meramente economiche, ha privilegiato le aree in cui il dissesto era già conclamato e quelle che evidenziavano le maggiori criticità, tralasciando altre pericolose zone ugualmente in dissesto.

“Risulta urgente, per esempio, intervenire sulla nuova frana recentemente verificatasi lungo la strada Bordonaro-Cumia Inferiore -spiega Guerrera. Alla luce della quantità di situazioni critiche e in relazione alle esigue somme a disposizione, è necessario che il RUP provveda ad acquisire una puntuale elencazione delle criticità, da ordinare secondo le relative priorità. Ed è importante, come ha puntualizzato il consigliere di Quartiere Minutoli, lo studio redatto dal geologo del Comune Carmelo Gioè, che ha determinato l’inserimento di vaste aree nella Zona ad alto rischio idrogeologico (R4), in modo da consentire la progettazione delle opere e dando priorità alle situazioni pericolose per la pubblica e privata incolumità”.

Durante il sopralluogo è risultato evidente che tutto il tratto di strada che da Bordonaro porta a Cumia Inferiore presenta criticità dovute a una strada vetusta, priva di adeguati muri di sostegno e di opere per il convogliamento ed il corretto deflusso delle acque piovane verso il torrente Cumia.

“Una situazione che ha condotto nel corso degli anni a intervenire a “macchia di leopardo” senza una esaustiva progettazione per la totale messa in sicurezza dell’unica strada di accesso ai due villaggi -aggiunge ancora Guerrera. Ecco perché si è ritenuto opportuno valutare attraverso uno studio propedeutico all’inizio dei lavori, la possibilità di eseguire per tutto il percorso e in particolare nelle zone critiche adeguati sistemi di deflusso acque piovane, con caditoie e tombinature.

Un ulteriore aggravio all’incolumità degli abitanti è dato dalla presenza di una strada a monte del villaggio Cumia Inferiore, che cinge tutto il centro abitato. Questa strada ha già causato vari smottamenti con la conseguenza che due abitazioni, per le quali tuttora vige una ordinanza sindacale di sgombero, hanno subito ingenti danni e solo per pura fatalità non si sono registrati morti”.

“E’ importante – ha dichiarato Sciacca- che lungo il percorso della strada, che è di competenza della Provincia- si realizzino, oltre alle opere necessarie allo scolo delle acque, anche dei muri che non facciano defluire le acque piovane lungo il versante collinare soprastante il centro abitato. Necessaria anche la bonifica delle aree adiacenti alla strada, che sono diventate delle discariche a cielo aperto di materiali inerti di varia natura, alcuni anche tossici, che invadendo compluvi naturali non consentono la crescita di arbusti spontanei che con le loro radici contribuiscono a stabilizzare il terreno, che in buona parte è incolto e abbandonato”.

De Salvo e Zaccone si sono fatti portavoce delle lamentele degli abitanti della zona rispetto alla totale mancanza di manutenzione ordinaria di tutta la strada, che andrebbe eseguita con regolarità per evitare pericoli dovuti alla presenza di frammenti di roccia o di altro materiale. Al termne del sopralluogo si è stabilito che la II Commissione, in sinergia con il RUP Salvatore Bartolotta, stabilirà le priorità dei lavori da eseguire per la messa in sicurezza della zona.