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Anche il Sindacato delle Famiglie contro la TARES

Una delle tante discariche abusive in città

La scadenza per il pagamento si avvicina e le polemiche contro la TARES aumentano di giorno in giorno. Chiarito, si spera, con l’articolo di ieri dell’avvocato Antonio Tesoro che la possibilità di presentare ricorso non è poi così automatica, oggi è il Sindacato delle Famiglie di Messina a prendere posizione contro la tassa sui rifiuti e i servizi che si dovrà pagare entro il 24 gennaio.

“Non aver voluto rendere più equa una tassa odiosa -scrive il portavoce del sindacato Nicola Currò- ha prodotto risultati nefasti. Non era difficile prevedere che i nodi sarebbero venuti al pettine sulla questione Tares e che tra le famiglie messinesi sarebbe montato il malumore all’arrivo dei bollettini di pagamento. Soprattutto se si considera che si chiede di pagare un servizio in un momento in cui la città appare sporca come mai in passato”.

Per il Sindacato delle Famiglie, la TARES contiene elementi anticostituzionali, a partire  dal fatto che sembra somigliare “più a una tassa sui figli che a una tassa su determinati servizi erogati ai cittadini” e contesta quella che definisce “l’originale applicazione al contrario del quoziente familiare, previsto non già in fase di calcolo delle tariffe, bensì come compensazione del tributo. Meccanismo questo, che farà aumentare ulteriormente i costi di un servizio che già di per sé si attesta su elevatissimi livelli di spesa. Abbiamo chiesto alla Giunta comunale di modulare e applicare tutte le tariffe comunali dei servizi erogati ai cittadini secondo principi di equità fiscale verticale e orizzontale, ma non abbiamo ricevuto risposta”.

Due le richieste che il Sindacato delle Famiglie rivolge all’esecutivo Accorinti e al Consiglio comunale. La prima riguarda la mora del 30% in caso di tardato pagamento, per la quale sarebbe opportuno esercitare la  facoltà  del  Comune  di  deliberare  con  il regolamento  circostanze  attenuanti  o  esimenti, prevedendo agevolazioni e riduzioni del tributo per attutire il carico impositivo sulle famiglie numerose e per mitigare le situazioni di disagio economico dei cittadini dovuto a disoccupazione, cassa integrazione, sospensione dal lavoro e iscrizione nelle liste di mobilità”. Per il sindacato il pagamento in tre rate ravvicinate è inutile, oltre che economicamente insopportabile, e suggerisce di dilazionarlo in 10 mesi.

La seconda richiesta riguarda il servizio di raccolta vero e proprio. “Appurato che l’emergenza rifiuti in Sicilia risale al 1999 e che da allora poco o nulla si è fatto per superare tale emergenza -sottolinea Currò- e considerato che il sistema delle discariche sul quale si basa l’intera gestione dei rifiuti in Sicilia, appare obsoleto e che la Tares, secondo la ratio della legge che la istituisce, deve coprire la totalità dei costi relativi al servizio di smaltimento dei rifiuti solidi urbani, è necessario che la Giunta spieghi e indichi alla cittadinanza in modo chiaro, senza giri di parole e secondo un piano dettagliato, come intende rendere degno di una città civile il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti e come intende ridurre i costi di un carrozzone pubblico che oggi divora alla collettività risorse per 44 milioni di euro annui.

Essere trasparenti oggi -conclude Currò-eviterà che nei prossimi anni si debba continuare a finanziare un servizio utile solo al sistema clientelare di chi ha fatto della politica una professione”.