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Amnistia Giustizia Libertà presenta la lista davanti a Gazzi

L'esterno del carcere di Gazzi

Il luogo dove presenteranno la lista è decisamente insolito, ma il motivo c’è. “Non c’è lavoro senza giustizia” dichiarano i radicali di Messina. Ecco perché le candidature della lista Amnistia Giustizia e Libertà saranno presentate domani alle 10.30 all’entrata del carcere di Gazzi.

I dati raccolti sono da brividi. A Messina ci sono 17.858 cause pendenti presso la Sezione Lavoro, oltre 22 mila cause civili iscritte a ruolo ed ogni anno se ne aggiungono altre 9 mila nuove.

E questo, visto che in organico ci sono 11 magistrati in meno di quanti ne prevede la pianta organica di Messina, significa ogni giudice deve gestire 1.500 cause. A patrocinarle 2 mila avvocati, quasi uno ogni 100 abitanti.

“Nel carcere di Gazzi attualmente sono ristretti 357 detenuti quando la capienza è per 189 -spiegano i due candidati per Camera e Senato Andrea Brancato e Saro Visicaro. In pratica, siamo al doppio del consentito. All’OPG di Barcellona il mancato utilizzo dei fondi per risolvere la situzione drammatica di quella struttura dimostra l’incapacità e l’inadeguatezza  delle pubbliche amministrazioni locali e regionali. La vicenda poi del secondo Palazzo diGgiustizia e il balletto del bando riguardante l’immobile di via Bonino non è che uno scandalo nello scandalo complessivo della città di Messina.

Eppure, secondo la Costituzione, il diritto ad ottenere giustizia è garantito a tutti. Ma questo diritto è oggi posto seriamente in discussione. Le attuali condizioni degli uffici giudiziari italiani e del sistema giustizia nel complesso, unitamente ad una mancata riforma organica della normativa sostanziale e processuale, impediscono di fatto di assicurarlo in tempi brevi ed in modo efficace.

Negli ultimi 12 anni nel solo settore penale, a

causa dell’eccessivo ed esorbitante numero dei procedimenti pendenti sono stati dichiarati estinti per intervenuta prescrizione quasi 2 milioni di reati (una media di 165 mila l’anno) e questo ha dato vita ad una vera e propria amnistia strisciante, crescente, nascosta, di classe e non governata”.

Saro Visicaro

Per Brancato e Visicaro senza amnistia e indulto non è ipotizzabile una vera riforma della giustizia, per la quale presentano sei proposte.

A partire dalla separazione delle carriere di giudici e pubblici ministeri e dalla riforma del Consiglio Superiore della Magistratura, passando dalla riforma del principio di obbligatorietà dell’azione penale e dall’introduzione di un regime di responsabilità civile effettiva dei magistrati nei confronti dei cittadini danneggiati da atti o provvedimenti giudiziari posti in essere con dolo o colpa grave.

Ma per i radicali dell’associazione “Leonardo Sciascia” è indispensabile anche limitare o cancellare il numero dei magistrati fuori ruolo, in particolare di quelli distaccati presso i ministeri (soprattutto presso il ministero della Giustizia) e intervenire con nuove regole per disciplinare il diritto di elettorato passivo dei magistrati alle cariche politiche.

“Quello dei magistrati in politica sia per quantità che per qualità -dichiarano Brancato e Visicaro- è un fenomeno che non ha eguali in nessun’altra democrazia occidentale. Senza negare che l’elettorato passivo è un diritto fondamentale, che spetta a chiunque, si tratta di evitare, in particolare per i pubblici ministeri, che l’ingresso in politica si presenti come la naturale prosecuzione di un esercizio partigiano dell’azione penale. A questo scopo appare opportuno introdurre regole più stringenti stabilendo, ad esempio, che l’eleggibilità sia condizionata non alla semplice messa in aspettativa, ma alle dimissioni da presentare inderogabilmente un certo numero di anni prima delle elezioni”.

Francesca Duca

Ventinovenne, aspirante giornalista, docente, speaker radiofonica. Dopo una breve parentesi a Chicago, torna a preferire le acque blu dello Stretto a quelle del lago Michigan. In redazione si è aggiudicata il titolo di "Nostra signora degli ultimi" per interviste e approfondimenti su tematiche sociali che riguardano anziani, immigrati, diritti civili e dell'infanzia.Ultimamente si è cimentata in analisi politiche sulle vicende che animano i corridoi di Palazzo Zanca.