Amministrative 2026, lotta all’ultima poltrona e da 17 giorni Messina è ancora senza Giunta

Giunta Basile Sicilians 1Trenta poltrone da riempire, oltre a sgabelli vari. A 17 giorni dalle elezioni che hanno visto Federico Basile confermato grazie a 64.512 consensi ottenuti su 104.209 votanti (rispetto ai 188.540 aventi diritto) Messina è ancora senza Giunta, direttore generale e con le società partecipate rette da commissari.

Non è un mistero per nessuno che il metodo De Luca sulla gestione dei fedelissimi (divide et impera) abbia sempre dato buoni risultati. Così, tra il Seggio Centrale che finirà le verifiche tra mercoledì e giovedì della settimana prossima e l’obiettivo di Cateno De Luca di riuscire dove fallì nel 2022, la conquista di Palazzo d’Orleans, il puzzle degli incarichi da assegnare tra assessorati, dirigenze e Consigli di Amministrazione delle partecipate è ancora da definire.

I rumors di Palazzo Zanca raccontano di un piccolo esercito di deluchiani di ferro pronti a combattersi l’un l’altro pur di ottenere conferme o nuovi incarichi. Ma il primo nodo sciogliere è quello dell’assegnazione effettiva dei seggi in Consiglio comunale e fino a quel momento la tensione si taglierà con il coltello.

Troppe le persone da accontentare: tra assessorati e società partecipate, quelle che il De Luca vincitore nel 2018 aveva promesso di ridurre in campagna elettorale salvo poi aumentarle, le poltrone da riempire sono 30: 9 deleghe e 18 posti nei CdA, 6 dei quali da presidenti, oltre ai due direttori generali di Comune e Città Metropolitana e al presidente del Consiglio comunale. Degli sgabelli parleremo più in là.

Certo, un posto di esperto non si nega a nessuno, ma vuoi mettere i cospicui emolumenti di assessori  e presidente del Consiglio (9.000 euro lordi), presidenti partecipate (dai 36.000 ai 48.000 euro l’anno), mentre i componenti il consiglio viaggiano dai 28.000 ai 34.000?

Un vuoto amministrativo, quindi, e mentre De Luca tiene tutti in pugno prima di decidere graziosamente quale incarico dare a chi, come sempre a rimetterci è la città. Anche quella parte che ha votato De Luca-Basile.

 

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Elisabetta Raffa

Giornalista professionista dal secolo scorso, si divide equamente tra articoli di economia e politica, la cucina vegana, i propri cani, i libri, la musica, il teatro e le serate con gli amici, non necessariamente in quest’ordine. Allergica ai punti e virgola e all’abuso dei due punti, crede fermamente nel congiuntivo e ripete continuamente che gli unici due ausiliari concessi sono essere e avere. La sua frase preferita è: “Se rinasco voglio essere la moglie dell’ispettore Barnaby”.