Resta sempre aggiornato e seguici sui social, clicca "Mi Piace"

Ambiente, il 5G non convince: mozione UDC all’ARS per tutela della salute pubblica

SICILIA. Tutto assolutamente ancora da discutere per l’installazione della nuova tecnologia 5G in Sicilia. “Sull’argomento va aperto un dibattito che coinvolga il Parlamento regionale e i Comuni siciliani. Non accetteremo sic et simpliciter l’invasione di antenne nel territorio regionale senza verificare i rischi per la salute”. Lo afferma Vincenzo Figuccia, deputato regionale dell’UDC. Nel corso della conferenza stampa tenutasi oggi a Palazzo dei Normanni è stata presentata una mozione che impegna il Governo Musumeci ad affrontare il tema del 5G con le dovute precauzioni per informare la popolazione e tutelare la salute dei cittadini. Anche il capogruppo dell’UDC Eleonora Lo Curto è intervenuta sottolineando come “non si possa fermare il progresso scientifico, ma si ha il dovere, soprattutto dopo la triste vicenda del COVID-19, di salvaguardare la salute degli uomini e di avere un approccio ecologico su ogni scelta che può determinare contaminazione anche elettromagnetica”. Dall’UDC è arrivata anche la proposta di indicare ai Comuni siciliani di dotarsi, tramite i Consigli comunali, di propri regolamenti che mettano al riparo dall’installazione di antenne 5G, le scuole, i centri per anziani e i presidi sanitari. “Non possiamo permettere – aggiungono Figuccia e Lo Curto – che chi fa business, come le compagnie telefoniche e di telecomunicazione, agisca con cinismo facendo prevalere l’interesse economico su tutto. Come parlamentari abbiamo il dovere di accendere i riflettori sul 5G, con un confronto pubblico in parlamento e con il supporto del mondo scientifico al quale ci rivolgiamo per avere dati utili per tutelare ogni cittadino”. Oggi a Palazzo dei Normanni erano presenti anche il medico Giorgio Ciaccio che ha sottolineato come “sul 5G si sappia ben poco, soprattutto in relazione all’incidenza delle frequenze sulle cellule umane”. Un appello alla prudenza ed all’approfondimento è arrivato anche dall’avvocato Giuseppe Cannizzo, fondatore di un comitato popolare rischi delle onde 5G, che ha messo l’accento sull’assenza di norme specifiche riguardo l’installazione delle antenne, informazione sulla nuova tecnologia e le conseguenze per la salute”.