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#Ambiente. Edipower: le osservazioni dell’associazione “Rita Atria” presentate al ministero

protesta_indotto_edipower_12_gennaio_2015Oggi l’Associazione Antimafie Rita Atria ha presentato al ministero dell’Ambiente il proprio documento di osservazioni e opposizione al progetto di riconversione della centrale termoelettrica Edipower di San Filippo del Mela.

Un team di esperti tecnico-legali formato da Bruno Röhl (direttivo nazionale dell’Associazione), Nino La Rosa (legale e responsabile per le tematiche ambientali dell’Associazione e referente per la provincia di Messina) e Carmelo Catania, analizzando i documenti del progetto e dello studio di impatto ambientale ha evidenziato numerose criticità sia dal punto di vista tecnico-scientifico che da quello legale e normativo.

Particolare rilievo assume il contrasto del progetto con il Piano Paesaggistico dell’Ambito 9 della Regione Sicilianaproposto in sinergia con altre associazioni ambientaliste Mediterranea per la natura, Ass. I Cittadini e Movimento Salviamo il Paesaggio, che impedisce di fatto la realizzazione dell’impianto inceneritore a CSS e punta invece a una riconversione del territorio verso la naturale vocazione paesaggistica della zona.

L’opposizione al progetto dell’Edipower trova giustificazione nella prioritaria esigenza di tutelare diritti inviolabili della persona umana, meritevoli di particolare cautela secondo la normativa nazionale e comunitaria.

Il territorio della Valle del Mela è stato dichiarato area ad elevato rischio di crisi ambientale con Decreto dell’Assessorato regionale al Territorio e ambiente del 4 settembre 2002, a causa della situazione di grave alterazione degli equilibri ambientali e che l’11 agosto 2006 è stato istituito il Sito di interesse nazionale per le bonifiche “Area industriale di Milazzo”.

In questo contesto ambientale, con ripercussioni quindi anche in campo sanitario, Edipower intende realizzare un impianto di valorizzazione energetica del CSS.

L’Associazione Antimafie Rita Atria invece ritiene che la cosiddetta “valorizzazione energetica” sia solo un pretesto, perché “è del tutto evidente, da una semplice lettura del progetto, che di energia se ne produrrà ben poca e si tratta sostanzialmente di un inceneritore che aspira a sfruttare a proprio esclusivo vantaggio il ritardo della Regione Sicilia nella oculata gestione dei rifiuti, al fine di incamerare sia gli incentivi di produzione sia le quote dovute dai Comuni per il conferimento.

Obiettivi chiaramente in contrasto con le esigenze di tutela della salute e della valorizzazione dell’ambiente ingiustamente martoriato negli ultimi cinquant’anni.

Il progetto del nuovo impianto Edipower/A2A cavalca furbescamente il momento di crisi con la salvaguardia dei livelli occupazionali per mezzo del tradizionale ma inaccettabile ricatto “o salute o lavoro”. Ma sappiamo tutti che ciò aumenterà comunque il già elevato grado di precarietà occupazionale, con un vantaggio reale solo per i profitti dei grandi imprenditori interessati al progetto.

Come evidenziato in precedenza, in questo momento non sono necessarie inutili passerelle o “chiamate alle urne”, per questo motivo la nostra opposizione si è concretata in un atto formale, previsto dalla legge, anche come presupposto per ulteriori iniziative a difesa della salute e del territorio.

La nostra Associazione non si è mai arresa davanti a battaglie che apparivano insormontabili e ancora una volta interviene in sostituzione delle istituzioni, scarsamente presenti in questa battaglia, forse perché troppo prese da calcoli politici e beghe di cortile”.