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Alta infedeltà

Simona Piraino

Piove sempre sul bagnato. Che a una come me, che non c’ha manco un amante a progetto né una prestazione sessuale occasionale, venga una pischella a raccontarmi che il segreto della relazione sta nella condivisione ha decisamente dell’incredibile.

C’è infatti chi è pronta ad affermare che la promiscuità sessuale dichiarata faccia rima con il valore assoluto della sincerità, che non esiste motivo per negare e negarsi una sana scopata con un partner diverso da quello stabile, che la fedeltà è solo nella testa.

Ora, che siamo prigionieri di un retaggio catto-borghese lo so bene ma, in tutta franchezza, quando c’ho un uomo mi piace fare l’egoista e non ammetto manco un prestito temporaneo, figuriamoci una condivisione.

L’idea di stare con qualcuno, di fare sesso solo con lui è una sorta di scrittura tacita e privata che la coppia decide di firmare senza coazione alcuna.

Scusate, ma quando è stato che l’esclusività di un rapporto è passata di moda? Da quando il sano e primitivo senso del possesso è svanito come la polverina magica di Trilly?

No perché, diciamolo, in un’epoca in cui si respira smog e adulterio, il quesito è più che lecito. Viviamo – o ci lasciamo vivere – da un tempo in cui la monogamia è vista come il morbillo: chi se la prende, aspetta come un monatto che gli siano passati i segni visibili, per poi ritornare a piede libero.

E se parli di tradimento, vieni anche tacciata di obsolescenza e guardata come Piero Angela che spiega il reperto del mesozoico. Persino io che di storie scrivo e bloggo con lo scetticismo di un monaco lefvbriano, mi rendo conto che a vivere il sesso e l’affetto non s’impara mai e ciò che reputo sia una rubrica filo cristologica (con l’intento di salvare il mondo femminile da annose perdite di tempo e di autostima), in realtà altro non è che la documentazione provata di tale insufficienza conoscitiva. Non si finisce mai d’imparare, ecco.

Siamo così prese da quest’eterna perestrojka socio-femminista (specialmente quando siamo single) che non ci accorgiamo dei tempi che cambiano. Cambiano come cambia l’approccio seduttivo, la modalità di reclutamento del maschio, le strategie di abbandono. E anche, evidentemente, il concetto di relazione esclusiva. Siamo passate dall’esibire una veretta all’anulare all’ostentazione di scarsa bigiotteria sentimentale. La nostra pseudo autoreferenzialità ci ha preso la mano se siamo così “avanti” da non esigere che l’1 a 1 sia conditio sine qua non.

E’ vero, sono un sentimental-reazionaria, ma l’uomo che scelgo deve essere mio e basta o, quantomeno ci deve essere una progettualità in tale senso (magari appena lascia la moglie). Ribadendo con forza quell’aggettivo possessivo che, per me, è la base del coinvolgimento emotivo e cerebrale. Del perché si tradisca non ho idea, le corna ci sono sempre state e sempre ci saranno ma, vi prego, che almeno non siano benedette dal nostro placet!

Voi signorine sarete pure moderne, ché pensate che l’alta fedeltà sia solo una caratteristica del vostro home theatre e aspettate consapevoli che il vostro compagno finisca di sbattersi sulla tipa conosciuta in palestra. Io mi tengo la mia antica convinzione che le corna anche no.