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Alloggi e graduatorie, il sindaco: rispettiamo le regole

Prima si fanno tutti gli accertamenti del caso, poi si decide a chi assegnare i 10 alloggi del Comune. Massima comprensione per le famiglie in difficoltà, ma di creare precedenti sull’assegnazione degli appartamenti non se ne parla neppure.

Il sindaco Accorinti si è rifiutato di firmare la procedura d’emergenza, come incautamente sembra avesse promesso alle tre famiglie che otto giorni occupano Palazzo Zanca l’assessore ai Servizi sociali Nino Mantineo.

Che forse a causa della poca esperienza amministrativa, non si è reso conto di quello che avrebbe scatenato con un impegno del genere, peraltro in netto contrasto con il modus operandi di Accorinti.

Ma il sindaco di Messina, come ha ribadito più di una volta, difende sì gli ultimi (a partire dalle sue battaglie solitarie per i Rom), ma sempre nel rispetto delle regole. Dalle quali è impensabile prescindere quando si amministra una città.

Gli alloggi disponibili sono 10 e se le tre famiglie rientreranno entro questo tetto bene, altrimenti non se ne farà nulla, perché Accorinti non intende scavalcare nuclei familiari con situazioni ancora più complesse.

Peraltro, proprio perché le famiglie sono sotto sfratto, l’amministrazione ha proposto sia la sistemazione in una casa famiglia che in un albergo. Di più in questo momento non si può fare. Si sta lavorando ad una proposta di delibera, ma i tempi non saranno brevissimi.

“Né casa famiglia né albergo -replica Giusy D’Arrigo. Nel primo caso si smembrerebbe il nucleo, nel secondo saremmo allo sbando e noi vogliamo una casa. Siamo stanchi, ma da qui non ce ne andiamo”.

Il vero problema è capire il numero reale di alloggi disponibili, anche perché sembra che quelli vuoti siano molti i più di quanto non si pensi.

“Il vero problema è fare chiarezza sul patrimonio immobiliare del Comune -dichiara il consigliere comunale Carlo Abbate. L’unico modo per uscire dalle emergenze è la programmazione. Se la nuova amministrazione inizia a lavorarci da adesso tra sei mesi magari potrà iniziare a dare delle risposte.

In ogni caso, non possono essere loro a decidere dove andare. Se il Comune mette a disposizione una casa famiglia ci andranno, se li manda in albergo idem. Ma bisogna fare chiarezza. Il caso di queste tre famiglie deve essere trattato dagli assistenti sociali e non dal sindaco, che ha ben altre responsabilità. Ci pensi Mantineo con le sue associazioni di volontariato, ma qui si deve trovare una soluzione che non può certo essere l’accampamento che da oltre una settimana c’è davanti al Salone delle Bandiere.

Anche perché in questo modo si crea un pericoloso precedente. Non rispettare le regole oggi, significa aprire una maglia pericolosissima per altre situazioni del genere e questo è impensabile”.

Maglie che peraltro si sono già allargate. Da un paio di giorni girano per Palazzo Zanca almeno altre 3 o 4 famiglie che pretendono una sistemazione. Alcune in maniera civile, altre un po’ meno e con modi non esattamente cortesi. E la via d’uscita non può essere che una: il rispetto delle regole, senza se e senza ma.  Cedere in questo momento significherebbe imboccare una strada senza ritorno.