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Alloggi comunali e illegalità, una via d’uscita c’è

“Bisogna operare sul percorso obbligato delle soluzioni possibili. Nel rispetto della legalità, nell’ambito tortuoso della ricerca della giustizia sociale, ma anche della flessibile applicazione di norme e disposizioni quando si trattano problematiche di forte impatto sociale”. Il Sicet Cisl di Messina torna sul tema degli alloggi comunali. Dopo la presentazione del report sull’Edilizia Residenziale Pubblica il segretario provinciale Loris Foti ripropone il tema per il quale “se è pur necessario adottare tolleranza zero verso i furbi dell’alloggio facile è altrettanto opportuno sottolineare che non si può sottacere la responsabilità dei tanti che in questi anni hanno periodicamente nascosto la polvere sotto il tappeto e degli altri che hanno colpevolmente cavalcato tale caos amministrativo per costruire carriere politiche di lungo corso”.
Per il Sicet non possono esistere giustificazioni per quella parte di inquilini che pur nella esiguità degli oneri di locazione hanno pretestuosamente attivato cavilli per eluderli, perché si pone anche un problema etico nei confronti dei più che non potendo accedere al privilegio dell’affitto di ERP sono costretti ogni giorno a fare i conti con il libero mercato degli affitti e con la progressiva perdita della propria capacità reddituale.

“Non si può, però, escludere – sottolinea Foti – che tra i tanti affittuari di ERP morosi ve ne possa essere una percentuale in condizione di non solvibilità assoluta. Per questi andranno trovate soluzioni idonee perché sono un parte del fenomeno che costituisce un’autentica emergenza sociale. Bisogna – continuano – essere capaci di distinguere il disagio autentico dai comportamenti speculativi e strumentali, ricordando che gran parte delle colpe sono certamente addebitabili ad anni di lassismo e tolleranti politiche clientelari eseguite compiacentemente dal pachidermico tessuto burocratico- amministrativo locale. La sommatoria di tante omissioni ha colpevolmente comportato l’accumularsi di oneri di tali entità da rendere quasi impossibile oggi la loro esigibilità”.

Il Sicet ribadisce che i mancati introiti costituiscono un evidente danno per l’intera comunità locale, ancor più che per le casse Comunali e l’IACP. Per il sindacato occorre quindi ricercare soluzioni condivise che possano sanare gli errori commessi da tutti i soggetti in campo (Enti e assegnatari) e restituire le risorse mancanti a quella parte di cittadini che non hanno nulla da rimproverarsi.

Il Sicet, nell’intento di fornire un contributo costruttivo finalizzato alla compiuta definizione delle problematiche riscontrate in relazione al mancato recupero dei canoni di locazione e alla più ampia tematica delle occupazioni abusive, ha elaborato le alcune proposte operative da porre all’attenzione dell’Amministrazione Comunale Innanzitutto un nuovo censimento degli assegnatari/conduttori di immobili ERP da mettere in relazione alla effettiva consistenza del Patrimonio Comunale così come dagli atti allegati al Bilancio Comunale. Poi la costituzione dell’anagrafe degli inquilini ERP, la verifica delle prerogative reddituali e dell’eventuale frammentazione impropria dei nuclei familiari rispetto alla residenza/domicilio, l’attivazione della “Commissione di Conciliazione” per le problematiche ERP con modifica dell’art. 11 del Regolamento dell’Osservatorio dell’Abitare già stipulato tra Comune di Messina e OO.SS di categoria, la stipula di un Nuovo Protocollo di Intesa sulle “Azioni finalizzate al recupero dei canoni evasi e sostegno ai nuclei familiari disagiati” dove si preveda l’emanazione di un bando comunale di “sanatoria” delle assegnazioni/custodia ante 31.12.2001 ai sensi dell’ art. 1 comma 2 della Legge Regionale 11/2002 e la previsione di rateizzazioni decennali ai sensi dell’art. 1 comma 4 L.R. 11/2002. Infine, tra le proposte c’è quella prevedere la possibilità di transazioni in caso di recupero canoni pregressi finalizzati al contestuale acquisto di alloggi ai sensi delle normative vigenti e quella di istituire un fondo comunale per nuclei familiari assegnatari/custodi in condizione di disagio sociale ed economico da prevedere con il prelievo di quota parte di risorse rispetto al differenziale di incremento

recupero canoni anno su anno. Ma tra le idee da presentare all’Amministrazione comunale anche l’istituzione di un fondo per la manutenzione straordinaria degli immobili ERP con attribuzione di priorità ai conduttori in regola con i canoni di locazione, salvo i provvedimenti obbligatori dell’Autorità Giudiziaria.
Il sindacato che assiste inquilini e proprietari d’immobili intende porre l’attenzione sulla possibilità dell’emanazione di bando comunale, per coloro che non hanno mai ricevuto apposita comunicazione da parte dell’ente gestore e che possono dimostrare di aver occupato l’alloggio prima del 31.12.2001, ai sensi della legge regionale 11/2002 che all’art. 1 recita espressamente:
2. A seguito della individuazione dei soggetti occupanti alla data del 31 dicembre 2001 alloggi di edilizia economica e popolare, il comune o l’ente gestore provvede, ai sensi dell’articolo 2 della legge regionale 5 febbraio 1992, n. 1, all’assegnazione degli alloggi a coloro che li detengono in via di fatto, e che risultino in possesso dei requisiti per l’assegnazione degli stessi, ed alla stipula del relativo contratto.
3. La predetta assegnazione in locazione dell’alloggio è disposta da parte dell’ente gestore nei confronti dei soggetti di cui al comma 2 che presentino, entro tre mesi dalla data di ricezione di specifica comunicazione da parte dell’ente gestore, apposita domanda. L’assegnazione è subordinata alle seguenti condizioni:
a) che l’occupante sia in possesso dei requisiti previsti dall’articolo 2 del decreto del Presidente della Repubblica 30 dicembre 1972, n. 1035 e successive modificazioni;
b) che l’occupazione non abbia sottratto il godimento dell’alloggio ad assegnatario già in possesso di decreto di assegnazione in relazione a graduatoria approvata e pubblicata a norma di legge;
c) che l’ente gestore recuperi tutti i canoni e le spese accessorie dovuti a decorrere dalla data iniziale di occupazione;
d) che l’occupante rilasci le parti comuni del fabbricato, nonché gli ambienti o le superfici non rientranti nell’originaria consistenza dell’alloggio e le sue pertinenze eventualmente occupate.
4. L’ente gestore può consentire rateizzazioni, anche mensili, dei canoni pregressi, della durata complessiva non superiore a 10 anni, applicando gli interessi nella misura del tasso legale.
5. Sono fatti salvi gli effetti prodotti dalle assegnazioni cartolari effettuate dai comuni entro il 31 dicembre 2001.
“Ciò – sostenie Foti – consentirebbe di sanare le mancate contrattualizzazioni pregresse, renderle conformi alla norma e contemporaneamente pervenire al recupero dei canoni pregressi con rateizzazioni decennali o, in caso di insolvibilità accertata, ad attivare l’utilizzo del fondo di sostegno comunale previsto. Al riguardo appare opportuno rammentare che le legittime ordinanze di sgombero eventualmente poste in essere e giunte a buon fine, non esimono, in ogni caso, l’Ente gestore dalla risoluzione dell’emergenza abitativa che può automaticamente determinarsi al momento della fuoriuscita del nucleo familiare dalla condizione di abuso di occupazione di alloggio comunale. In sostanza il nucleo familiare abusivo ma effettivamente economicamente o socialmente disagiato esce coattivamente dall’illegalità, ma rientra paradossalmente nel calderone dell’emergenza abitativa, in astratto in capo alla responsabilità dello stesso ente locale. Ecco – spiega il segretario del Sicet – perché, senza infingimenti moralistici, può essere più utile sanare il sanabile”.
Il Sicet ritiene si avverta l’assenza di una reale politica di programmazione dell’edilizia residenziale pubblica finalizzata sia alla gestione delle emergenze che del disagio abitativo nel suo complesso.

“Con grande rammarico – conclude Foti – dobbiamo segnalare la scarsa attenzione dell’imprenditoria edile messinese e dell’Amministrazione comunale rispetto ai bandi del Programma di riqualificazione urbana per alloggi a canoni sostenibili emanato nel febbraio 2009 e dei Programmi di edilizia abitativa sociale dell’ ottobre 2010 che hanno sancito il fallimento operativo da parte di entrambi i soggetti. Sarebbe stata l’occasione per dare un minimo di sostegno alle politiche abitative sociali e contestualmente calmierare i canoni del mercato nella città di Messina. Ma forse è ciò che si vuole evitare”.