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Alla Sala Laudamo “Piscistoccu a ghiotta” di Bruschetta

Sergio Friscia e Antonio Alveario

Debutta questa sera alla Sala Laudamo “Piscitoccu a ghiotta”, diretto da Ninni Bruschetta e prodotto dal Teatro del Mela. In scena da questa sera e fino a giovedì Antonio Alveario e Sergio Friscia.

Il lavoro è la trasposizione di un testo in romanesco (“Sugo finto” di Gianni Clementi) in siciliano, adattato di Laura Giacobbe.

“Questo testo -scrive Bruschetta nelle note di regia- è stato scritto in dialetto romano da Gianni Clementi. Nella nota introduttiva, lo stesso autore lascia libero il regista o la compagnia che lo metterà in scena di tradurlo nel dialetto a lui più congeniale. Così, grazie al paziente lavoro di Laura Giacobbe, mia fidata collaboratrice, abbiamo trasformato il sugo finto (romano) nel piscistoccu a ghiotta (messinese).

Le protagoniste -spiega ancora il regista- sono due “signorine”, Rosaria e Addolorata, rispettivamente interpretate da Antonio Alveario e Sergio Friscia. La scelta di affidare i ruoli a due uomini è motivata dalla necessità di esaltare l’aspetto comico e grottesco di questo testo. Ma nel corso della preparazione dello spettacolo, questa scelta ha orientato la messa in scena anche in senso tragico, ricordando e omaggiando il miglior teatro contemporaneo, come quello di Enzo Moscato, Annibale Ruccello e del nostro concittadino Spiro Scimone.

Tutti autori appartenenti, potremmo dire, a una corrente neo-beckettiana. Nell’ironia universale di queste figure tragicomiche, che così ben si adattano alla cultura siciliana, si dipana una sorta di denuncia sociale, dove il mondo di oggi viene visto con gli occhi inermi di due cittadine normali e normalmente vittime di un tessuto sociale avverso, a guida televisiva, ma sempre ancorato a tradizioni o meglio a convenzioni improbabili. E alla fine emerge con tutta evidenza uno scontro sociale e filosofico, il solito braccio di ferro tra la “formica” e la “cicala”, tra la paura del futuro e il carpe diem“.

“Piscistoccu a ghiotta” è la prima produzione del Teatro del Mela, una nuova realtà teatrale attiva presso l’Auditorium di Pace del Mela. E per rendere omaggio al piccolo centro, Bruschetta ha deciso di ambientare la storia delle due anziane zitelle proprio a Pace del Mela.