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Alla Sala Laudamo otto appuntamenti con il teatro contemporaneo

Da sinistra: Spedale, Tripodo, Puglisi e Tomasello

Otto appuntamenti con la drammaturgia contemporanea, “per non dissipare il lavoro fatto negli anni scorsi” e per “mantenere accesa la luce, prima che si spegna del tutto”.

La Sala Laudamo torna a vivere di teatro contemporaneo, dopo le apprezzate stagioni di Paradosso sull’Autore. Lo fa con la rassegna di opere prime “La prima volta”.

Breve (novembre e dicembre) e intensissima, la rassegna esplorerà l’origine del percorso teatrale dei grandi nomi della drammaturgia contemporanea meridionale, come Saverio La Ruina e Tino Caspanello.

Presentata al Vittorio Emanuele, la rassegna è stata organizzata dall’associazione culturale Querelle presieduta da Vincenzo Tripodo con il supporto e la consulenza artistica di Dario Tomasello, già direttore di Paradosso sull’Autore, e del produttore teatrale e cinematografico Gigi Spedale.

“Nella totale assenza di proposte e finanziamenti -spiega Vincenzo Tripodo- abbiamo voluto dare il nostro contributo perché la debole luce della cultura non si spenga”. Dal Teatro Vittorio Emanuele la massima disponibilità all’utilizzo dello spazio, ma purtroppo nient’altro. “E nessun sostegno è arrivato dai privati: nessuno intende sponsorizzare la cultura”. Una stagione di grande valore, ma a basso budget: gli artisti invitati a prenderne parte, infatti, offrono la propria collaborazione a titolo gratuito.

Il primo spettacolo, venerdì 8 novembre, vedrà sul palco Spiro Scimone con “Nunzio”, vero e proprio debutto dell’autore messinese, che insieme a Francesco Sframeli si è guadagnato un ruolo da protagonista nella scena teatrale italiana. “Nunzio” risale a vent’anni fa, ma in programma ci sono anche le prime volte di artisti più giovani. Come Cristiana Minasi e Giuseppe Carullo, con il loro “Due passi sono”, in scena il 27 dicembre, a chiusura della rassegna. Due anni fa il debutto e poi oltre 60 le repliche fatte ad oggi in giro per l’Italia.

Il programma vede anche la presenza di

Vincenzo Pirrotta, il 17 novembre con “N’ Gnanzoù”, Saverio La Ruina, il 22 con “Dissonorata. Delitto d’onore in Calabria”, Filippo Luna e Giovanna Velardi il 29 con “Carmen duo” e poi Tino Caspanello e Cinzia Muscolino il 6 dicembre con “Mari”, molto amato in Francia, Luciana Maniaci e Francesco D’Amore con i due atti unici “Le cose” e “Angeli e no” e “Savi Manna” il 22 con Turi Marionetta.

“Paradosso sull’Autore aveva le sue motivazioni scientifiche, la ricerca era il filo conduttore di tutte le stagioni. Questa rassegna può essere vista come un prequel di Paradosso, perché indaga le prime opere di quegli artisti che qui alla Sala Laudamo abbiamo già ospitato e con grande apprezzamento da parte del pubblico”. Così Dario Tomasello commenta la scelta degli autori chiamati ad animare il cartellone della rassegna. Si tratta di autori che, come spiega Tomasello, “fanno parte di quella scuola siciliana della drammaturgia contemporanea che non possiamo più ignorare”.

Il lavoro fatto per Paradosso “non può essere dissipato e disperso, non sarebbe giusto neanche nei confronti del pubblico, che negli anni ha sempre risposto alla chiamata del teatro contemporaneo”. Maurizio Puglisi, presidente dell’Ente Teatro di Messina, anche lui alla presentazione della rassegna, parla di “un primo segnale di ripresa dell’attività all’interno del teatro, anche se abbiamo potuto fare ben poco oltre alla concessione dello spazio. Ma l’ente pubblico deve poter fare di più”. Intanto, Puglisi comunica di aver presentato al Comune la richiesta di affidamento della gestione tecnica del Palacultura all’Ente Teatro.

“I soldi pubblici -interviene Gigi Spedale- rappresentano una risorsa ormai esaurita. Le istituzioni non riescono più a foraggiare le iniziative culturali e artistiche. L’unica strada è la messa in rete delle esperienze, la condivisione delle competenze, la creazione di un sistema che includa tutte le risorse presenti sul territorio”.

La rassegna sarà un’occasione per avvicinare i più giovani al teatro contemporaneo, grazie a biglietti ridotti e a un laboratorio di critica teatrale avviato con il Dams di Messina.