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Alfano a Corona: lascia. Il deputato ritira la candidatura

Roberto Corona

Scambio epistolare tra Alfano e Corona rispetto all’uscita di quest’ultimo dall’agone elettorale. Nella lettera inviata al deputato Ars (arrestato a dicembre dell’anno scorso nell’ambito di un’inchiesta della Guardia di Finanza per alcune polizze fideiussorie emesse da Ascom Finance e Fingeneral Spa e fino a metà marzo agli arresti domiciliari) Alfano gli chiede ufficialmente di lasciare la campagna elettorale per le regionali.

Ad ottobre infatti inizierà il processo a suo carico con accuse piuttosto pesanti per uno che è stato anche membro della Commissione regionale Antimafia: reati finanziari ed esercizio abusivo dell’attività finanziaria con l’emissione di false polizze fidejussorie.

 Il 17 settembre i coordinatori regionali del Pdl hanno presentato il codice etico e pur avendo puntualizzato che Corona non è incandidabile perché i reati di cui è accusato non riguardano la pubblica amministrazione, il peculato, la corruzione e le attività mafiose, Alfano gli ha chiesto di fare un passo indietro.  

“Tenuto conto del clima instauratosi nel Paese e del riverbero d’immagine che ne deriva per la politica -scrive Angelino Alfano- ritengo che a salvaguardia del partito e della tua stessa persona, sia inopportuna una tua candidatura alle elezioni regionali siciliane. So che in questo modo rimani vittima delle circostanze determinatesi; confido, però, nella grande sensibilità che ti è propria e che conosco bene, affinché tu rifletta con spirito di collaborazione costruttiva tenendo conto del nostro rapporto di fiducia che c’è stato e ci sarà”.

“Ti confermo che ho molta difficoltà ad accettare la richiesta di ritiro della candidatura che mi proviene dalla tua persona, nonostante la grande stima che nutro nei tuoi confronti -risponde Corona. Sono però consapevole, anche in virtù della mia lunga esperienza politica e dei valori cui mi ispiro da sempre, che in politica debbano sempre prevalere gli interessi generali e collettivi su quelli personali; quindi  devo considerare, per senso di appartenenza, le ragioni di partito che mi vengono esposte e, sebbene con molta amarezza, ho deciso di accettare le tue indicazioni e di non proseguire con la mia candidatura. Sono certo, anche per le parole che mi esprimi, che ad assoluzione ottenuta questo mio importante e forte gesto sarà apprezzato e tenuto nella giusta considerazione da tutto il partito”.

Che tradotto in soldoni potrebbe voler dire: una volta assolto ne riparliamo. Magari per il Parlamento nazionale.