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Al via il progetto “100 strade” contro estorsioni e usura

Nessuno è mai solo. Le vittime di estorsione, i negozianti schiavi del racket,avranno al loro fianco le associazioni e le istituzioni che stamane scenderanno in strada per una passeggiata simbolica per le vie della città (a Messina come molte altre in tutta Italia) per dare sostegno e solidarietà ad imprenditori e commercianti.

Non una “comparsata” del funzionario di turno, come ha specificato Elisabetta Belgiorno,  commissario straordinario per il Coordinamento delle iniziative antiracket ed antiusura, che oggi insieme a Tano Grasso, presidente della Federazione Antiracket Italiana, al prefetto Stefano Trotta, al questore Carmelo Gugliotta ed ai rappresentanti delle forze dell’ordine, ha presentato il progetto “100 strade” in Prefettura.

L’intento è quello di “fare sentire meno distante il Palazzo alle vittime di questa schiavitù. Nessuno è lasciato solo” ha ribadito con forza la Belgiorno. È necessario spezzare l’isolamento delle vittime di estorsione ed accompagnarle in un percorso di liberazione dal giogo del pizzo.

Lo scopo del progetto “100 strade”, come ha spiegato Tano Grasso, soprattutto nel periodo natalizio, è quello di

supportare gli imprenditori che hanno denunciato o vogliono denunciare il racket.

da sin. Tano Grasso, Elisabetta Belgiorno ed il prefetto Stefano Trotta

In particolar modo durante le festività infatti “si ripropongono le richieste estorsive”. Ma secondo Grasso è fondamentale anche incentivare il consumo critico. “Pago chi non paga” è lo slogan che rilancia l’acquisto consapevole nei negozi che hanno denunciato i mafiosi o che non pagano il pizzo.

La presenza delle forze dell’ordine e dei rappresentanti delle associazioni fisicamente presenti dentro le imprese commerciali, parlare con i commercianti nel corso di attività “discrete” di indagine e sostegno, può costituire un prezioso appiglio per coloro che intendono riacquistare la propria libertà attraverso la fiducia nelle istituzioni.

E per quanto riguarda la concretezza del fenomeno estorsivo in città, il prefetto Trotta preferisce non fornire dati. I numeri infatti non restituirebbero la reale dimensione del problema, ma soprattutto si basano principalmente sul numero di denunce registrate dalle autorità. Il dato è comunque confortante, visto che è in crescita in quasi tutta Italia il numero delle denunce per racket.