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Al Recyling Point la differenziata continua

Neanche il fuoco li ha fermati. Giusto il tempo di fare la conta dei danni dell’incendio che un paio di giorni prima di Natale ha danneggiato la sede della Recyling point e subito al lavoro, senza chiudere neanche un giorno. A parte, ovviamente il 25 ed il 26 dicembre e gli altri giorni segnati in rosso sul calendario. “Ci sono indagini in corso e ancora non è chiaro se l’incendio è stato di origine dolosa. Spero di no, perché se così fosse significherebbe che a Messina non c’è spazio per le imprese oneste. In ogni caso, noi andiamo avanti”. A dichiararlo è Marcello De Vincenzo, l’imprenditore che meno di un anno fa ha creato un punto di raccolta per i rifiuti da riciclare. Un successo tale che l’estate scorsa non ha consentito neanche un giorno di ferie alla cooperativa che gestisce la sede di via San Cosimo.

Grazie al passaparola i centro di raccolta aperto in aprile dalla Cooperativa Rete Abile è già a quota 1010 iscritti e adesso punta ad allargare l’idea con il franchising. Un obiettivo supportato da decine e decine di messinesi che ogni portano al Recyling point carta, cartone, plastica, polistirolo, alluminio e materiale ferroso. In poche settimane il centro è diventato un punto di riferimento per chi cerca di inquinare il meno possibile.

“I risultati che abbiamo ottenuto sono la prova che non è vero che i messinesi non vogliono fare la differenziata -spiega De Vincenzo, 45 anni, imprenditore da molti anni impegnato nel settore del riciclo e del recupero dei rifiuti. Se si danno strumenti e mezzi la gente risponde. Non a caso questo centro produce il 5% del totale dei materiali da riciclare. E se si pensa che l’ATO3, che ha mezzi e fondi di gran lunga superiore ai nostri, arriva a malapena al 3% è evidente che abbiamo centrato l’obiettivo. Tra l’altro proprio una struttura come l’ATO 3, che avrebbe tutto

il diritto di pretendere una percentuale del materiale raccolto da noi per aumentare la propria quota, inspiegabilmente non risponde neanche alle nostre sollecitazioni in tal senso. Uno spreco illogico, dal mio punto di vista”.

L’imprenditore Marcello De Vincenzo

Oddio, inspiegabilmente neanche tanto visto come l’ATO3 è gestita e, soprattutto, alla luce anche dell’indifferenza dimostrata nei confronti della differenziata, perché è chiaro che non basta aprire quattro o cinque isole ecologiche per avere la coscienza a posto. Ed altrettanto oscuri sono i motivi che impediscono di fornire a Messinambiente, che invece da sempre chiede che le si consenta di puntare sulla differenziata, i mezzi per portare avanti un’attività del genere simile.

Secondo le stime di De Vincenzo, con un po’ di organizzazione in pochissimo tempo si potrebbe arrivare senza problemi al 20% di raccolta differenziata. Come sempre, il vero problema è la mancanza di una reale volontà politica di farlo.

Ignorando persino i vantaggi dal punto di vista occupazionale che un’impresa del genere comporta. Perché se dal niente la cooperativa  ha creato 5 posti di lavoro, uno dei quali riservato ad un disabile, se si puntasse su questo settore in poco tempo si potrebbero creare 200 nuovi posti di lavoro.

Il Recyling point è aperto tutti i giorni in via San Cosimo, una traversa della via La Farina da lunedì a venerdì dalle 10 alle 13 e dalle 14.30 alle 17.30. Il meccanismo è semplice. È sufficiente suddividere a casa tutti i rifiuti riciclabili, il materiale consegnato al centro è pesato ed i dati sono trasferiti su una carta magnetica personale. Un chilo di materiale, si pesano anche i grammi, vale un punto. Dai 300 punti in su si ha diritto a piccoli buoni da spendere presso esercizi commerciali convenzionati.

Per il momento non è ancora stata attivata la raccolta del vetro, mentre è attiva quella di carta e cartone, plastica, acciaio, alluminio, polistirolo e materiale ferroso.