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Al liceo La Farina la scrittura collettiva di “In territorio nemico”

La locandina dell'evento

Forse per uno strano gioco di coincidenze o forse no il 16 ottobre, giorno in cui ricorre la commemorazione del “sabato nero” romano durante il quale iniziò il rastrellamento degli ebrei ad opera delle SS naziste in Italia, è stato presentato nell’Aula magna del Liceo La Farina, il libro “In territorio nemico”.

Un’opera letteraria frutto del nuovo metodo di scrittura collettiva industriale (SIC). Presente in qualità di relatore il noto scrittore messinese, Gugliemo Pispisa, già autore di libri di successo con il metodo di scrittura a più mani.

Dalle parole di chi ha  realmente  affrontato e vissuto le atrocità  della Resistenza, attraverso le mani di 115 scrittori, prende corpo questo romanzo, che dipanandosi intorno alle  figure centrali dei tre protagonisti, scolpisce drammaticamente  i crudi scenari dei giorni più sanguinosi che ricordi la nostra storia più  recente.

Si tratta di un lavoro paziente, certosino, accurato, sentito, realistico,  reso possibile dalla cooperazione dei 115 autori, che collezionando dalle vive storie dei contemporanei dell’epoca i racconti strazianti e agghiaccianti delle persecuzioni naziste e della lotta

fratricida di un Italia spaccata dall’armistizio dell’8 Settembre del 1943, riescono con fedeltà storica e  coerenza ideologica  ad offrirci una lettura super partes della Resistenza.

La regia sapiente degli ideatori di questo metodo di scrittura in Italia, ha fluidificato oltre tre anni e mezzo di lavoro dei 115 scrittori, fra i quali figura la messinese Oriana Oliva, che ha collaborato alla stesura della storia di due dei personaggi del libro e che ha raccontato questo esperimento letterario perfettamente riuscito, come testimoniano le recensioni delle più importanti testate italiane ed il successo ottenuto al Salone del Libro di Torino di quest’anno.

Proprio in questi giorni,  in coincidenza con l’indignante clamore sollevato dalla morte del criminale nazista Priebke, Oriana Oliva, nel liceo  nel quale insegna, insieme a un altro dei 115 autori,  Emanuele Modafferi, ha offerto uno spunto per un’ulteriore riflessione sulle atrocità della guerra e del nazi-fascismo, che non deve appartenere solo alla nostra offuscata e distratta memoria ma, come la storia di questi giorni ci insegna, deve informare e comporre il nostro corredo culturale ed ideologico in ossequio a chi, per garantire oggi la libertà di pensiero, ha sacrificato la propria vita in guerra. L’evento è stato organizzato dalla libreria Bonanzinga, la liceo La Farina e dal SIC.