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Aicon Yacth, mobilità e poi licenziamento per 324 lavoratori

I lavoratori Aicon davanti alla Prefettura

Cala il sipario anche sull’Aicon Yacht di Giammoro. Ieri sera in Prefettura la fine dell’azienda è stata messa nero su bianco. Durante l’incontro dell’8 gennaio scorso la Cgil e la Uil hanno firmato i licenziamenti e nel corso della riunione convocata al Palazzo del Governo non si è potuto far altro che ratificarli. Per i 324 lavoratori dell’azienda di Giammoro il futuro riserva il sussidio di disoccupazione e poi un futuro senza speranza.

“I lavoratori e le loro famiglie sono stati messi in mobilità, che in queste condizioni equivale a dire che vengono messi sulla strada -commenta Vincenzo Capomolla, responsabile sindacale dell’USB, l’ Unione Sindacale di Base”.

Ad aspettare l’esito della riunione i lavoratori, che non sono disposyti ad arrendersi.

“Abbiamo chiesto

e continuiamo a chiedere che Prefettura e Regione diventino parte attiva e diretta nella vicenda -spiega Capomolla- e crediamo che qualcosa di meglio si possa ancora fare se è vero come è vero che altre crisi nel settore in Italia sono state superate con l’arrivo di nuovi investitori e con interventi che hanno permesso di lasciare la produzione in loco. Certo, è necessario innanzitutto l’impegno e la volontà di farlo. Sono ormai troppe le situazioni di crisi in città e nella provincia, che vanno ad aggravare un territorio già strutturalmente in difficoltà.

Per questo, davanti a quella che è ormai una vera e propria emergenza sociale -conclude il dirigente sindacale- l’USB chiede (e questa è la proposta che abbiamo presentato al prefetto Trotta) di riunire tutte le situazioni di crisi della provincia in un tavolo unico da convocare con la Regione, in cui i vari livelli di governi ed istituzioni si diano l’obiettivo di incentivare e favorire la ripresa occupazionale e comunque di garantire il ricollocamento dei lavoratori”.