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Aicon, accordo sulla cassa integrazione per 24 mesi

Tregua armata tra la Cgil e l’Aicon di Giammoro. Durante l’ultimo incontro è stata programmata la cassa integrazione congiunta per due anni per tutti i 339 dipendenti della società guidata da Lino Siclari invece che per 12 mesi, come invece prevedeva la richiesta presentata precedentemente dalla sola azienda. “Un passo in avanti dopo mesi di rapporti difficili -commenta Biagio Oriti, segretario generale della Fillea Cgil di Messina. Adesso però l’Aicon deve preparare un piano di rientro dei lavoratori che già usufruiscono degli ammortizzatori sociali. Oltre, ovviamente, ad un piano industriale serio e ponderato che consenta il passaggio di tutti i dipendenti dall’Aicon Yacht alla Aicon Marine dopo la cessione del ramo d’azienda di alcuni mesi fa. Dai vertici della società ci aspettiamo un resoconto chiaro sulle eventuali commesse e pretendiamo scadenze precise per il rientro a scaglioni di tutti i lavoratori”. 

Pace fatta per il momento dunque, anche se sul futuro dell’Aicon pesa la spada di Damocle del concordato preventivo da 90 milioni di euro sul quale sta ragionando il tribunale di Barcellona. Se dovesse arrivare il benestare non ci

sarebbero problemi di alcun genere. Se invece la richiesta non dovesse essere valutata positivamente, allora salterà qualunque ipotesi (compresi i 24 mesi di cassa integrazione) e si dovrà ripartire da zero. 

Per anni fiore all’occhiello dell’imprenditoria messinese, unica azienda siciliana quotata in Borsa e con il presidente Lino Siclari fino a tempi recentissimi componente della Giunta di Confindustria Messina (che un paio di anni fa ha dato anche il via libera all’entrata dell’allora direttore dell’associazione Giovanni Grasso quale referente per i piccoli azionisti) adesso per l’azienda di Giammoro è arrivata la resa dei conti, visto che deve gestire una cassa integrazione a zero ore per tutti i dipendenti, oltre allo smacco di un titolo sospeso più volte. 

Di recente il management ha annunciato ai sindacati la costruzione di 20 imbarcazioni. Punto questo sul quale la Fillea Cgil si è impuntata, sostenendo che è un obiettivo impossibile da raggiungere con solo le 64 unità passate nella Aicon Marine, 24 delle quali amministrativi. Altro nodo da sciogliere è la presentazione del piano industriale, chiesto da anni dalla Fillea e mai consegnato. Il 10 maggio scorso il Cda ha approvato il Piano di ristrutturazione 2011-2015 ma il contenuto è ancora tutto da scoprire.