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Aeroporto del Mela, SEL: “E’ la solita occupazine della spesa pubblica”

Prima di partire in quarta, forse sarebbe opportuno fare un po’ di chiarezza sull’operazione “Aeroporto del Mela”. Chi la promuove ha ben chiaro il cambio normativo avvenuto con la Legge Obiettivo; chi vi si oppone – come il circolo “Aldo Natoli” di Sel Messina – ha altrettanto evidente cosa quella legge ha prodotto, tenendo presente il modello “Ponte sullo Stretto”.

I proponenti dell’Aeroporto vogliono si costituisca una Società di diritto privato, con la presenza di soggetti pubblici, come la Provincia regionale di Messina e altri.

Quanto ai privati, che dovrebbero investire nel progetto e nella gestione della grande infrastruttura, non è dato conoscerne nomi e profili e, soprattutto, se sono disposti a investire “capitali di rischio” reali. Intanto i proponenti danno il via libera alla cattura del consenso verso l’aeroporto, con una formula retorica che a Messina conosciamo benissimo: “la sua realizzazione creerebbe un indotto notevole nella nostra provincia, a livello economico, turistico, trasportistico e, soprattutto, occupazionale”(Gazzetta del Sud, 8 ottobre 2011).

Ad avviso del circolo “Natoli” si sta per dare il via alla “solita” occupazione, con privatizzazione, della spesa pubblica, grazie a norme e comportamenti della classe politica e imprenditoriale a vantaggio solo di pochi soggetti privati, tutelati da istituti contrattuali concepiti ad hoc. Già negli anni scorsi – e la vicenda Ponte lo dimostra – la spesa pubblica è stata occupata in maniera indiscriminata in un contesto nel quale si sono modificati gli assetti tra pubblico e privato. Il modello, prima ancora del Ponte, è quello dell’Alta Velocità, i cui contratti hanno registrato una incredibile maggiorazione dei costi. La media dell’aumento è stata del 460 per cento per la TAV; nel caso dell’Aeroporto del Mela non si conoscono ancora i dati presunti del suo costo (potrebbero essere tra i 300 e i 400 milioni di euro?).

In genere è già successo che tutto ruoti intorno ad una scatola vuota di inesperti, incapaci nella

gestione del merito tecnico e procedurale sulle opere, secondo quanto affermato dall’ing. Ivan Cicconi (direttore di ITACA – Istituto per la Trasparenza degli Appalti e la Compatibilità Ambientale), quando invece il contraente generale ha tutti gli strumenti per fare un progetto esecutivo che costi molto di più. In genere si è già operato, con ingenti capitali pubblici, in Società regolamentate dal diritto privato, che attivano prestiti a garanzia pubblica, dove il soggetto privato non rischia praticamente nulla. Seguendo il ragionamento di Guido Signorino, professore di Economia all’Università di Messina, “si ha un sistema di privatizzazione della cosa pubblica che di fatto non è la socializzazione del patrimonio pubblico in vista della risposta ai bisogni, ma è semplicemente un latrocinio, cioè la destinazione a tasche private di risorse pubbliche esistenti e, peggio ancora, non esistenti, scaricate tremendamente ed irresponsabilmente sulle spalle dei nostri figli”.

Quest’ultimo passaggio, sulle risorse “non esistenti” in atto, sembra attagliarsi bene alla proposta dell’Aeroporto del Mela, verso il quale si può star certi che, se c’è la garanzia della firma di un soggetto pubblico, accorreranno i prestiti delle banche. Sia che la struttura si faccia, sia che non si faccia; sia che la sua gestione sia produttiva di profitti, sia che non lo sia.

In tema di abilità di gestione da parte di un soggetto pubblico in cui sia presente la Provincia regionale di Messina, il circolo “Natoli” nutre le più profonde perplessità: l’incapacità di “governare” un “semplice” servizio di trasporto da Messina all’Aeroporto dello Stretto è sotto gli occhi di tutti. Perché dovremmo ancora una volta cedere alla retorica delle grandi opere, pubblicizzate come sostegno allo sviluppo ed all’occupazione?

Le alternative per sviluppo e occupazione, nel settore dei trasporti, sono state proposte da tempo dalla Rete NoPonte, dal sindacato di base e dalla Cgil, dai Comitati dei pendolari, da partiti della Sinistra cittadina, dalla stessa CaronteTourist che ha festeggiato in questi giorni il decennale della “sua” autostrada del mare.