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AddioPizzo ricorda Libero Grassi, morto di mafia e indifferenza

L'omicidio di Libero Grassi

“Caro estortore… volevo avvertire il nostro ignoto estortore di risparmiare le telefonate dal tono minaccioso e le spese per l’acquisto di micce, bombe e proiettili, in quanto non siamo disponibili a dare contributi e ci siamo messi sotto la protezione della polizia. Ho costruito questa fabbrica con le mie mani, lavoro da una vita e non intendo chiudere… Se paghiamo i 50 milioni, torneranno poi alla carica chiedendoci altri soldi, una retta mensile, saremo destinati a chiudere bottega in poco tempo. Per questo abbiamo detto no al “Geometra Anzalone” e diremo no a tutti quelli come lui”.

Così Libero Grassi, coraggioso imprenditore palermitano poi ucciso dalla mafia il 29 agosto 1991, dalle pagine del Giornale di Sicilia rispose alle continue richieste di estorsione.

Un no pagato con la morte e, prima ancora, con l’isolamento più totale da parte di chi avrebbe dovuto sostenerlo: i suoi colleghi e Confindustria, della quale era socio e che l’anno dopo disertò la cerimonia di commemorazione, alla quale parteciparono pochissimi associati.

“Oggi -dichiara Enrico Pistorino- il Comitato Addiopizzo Messina onlus intende ricordare la figura di Libero Grassi, padre del movimento antiracket siciliano, che ha pagato con la vita l’isolamento cui era stato ridotto dalla mafia, dai colleghi commercianti e dalle organizzazioni di categoria che non hanno voluto sostenere la sua lotta. Con un gesto che vuole essere in piena continuità con la lettera al “caro estortore”, rendiamo pubblica la prima lista di cittadini/consumatori della Provincia di Messina che si impegnano a sostenere con i loro acquisti quei commercianti che hanno denunciato il pizzo.

Mentre nel 1991 Libero Grassi si trovò solo contro la mafia –spiega ancora Pistorino- oggi il primo migliaio di cittadini a Messina ha sottoscritto un impegno etico ed economico allo stesso tempo: non lasciare più soli gli imprenditori che si ribellano alla prepotenza mafiosa.

justify;">Questo gesto vuole sottolineare quanti passi in avanti siano stati compiuti nella lotta alla mafia, soprattutto di ordine sociale e culturale. Nel 1991 una lista di cittadini che chiedono ai commercianti di non pagare più il pizzo non si poteva nemmeno immaginare.

A Palermo, dove il consumo critico Addiopizzo è attivo dal 2004 sono già 830 le attività economiche aderenti e 10.435 i cittadini che sostengono il progetto, mentre a Catania, dove si opera dal 2006 sono 123 gli esercizi commerciali e 5.365 cittadini/consumatori.

A Messina il progetto di rendere la lotta alla mafia una semplice azione quotidiana fatta attraverso gli acquisti e partecipata da un intero popolo è ancora agli inizi. Nelle prossime settimane saranno resi noti i nomi dei componenti della Commissione di Garanzia, istituita per esaminare e vagliare le richieste di adesione dei commercianti alla lista “pizzo free”.

Ad aderire l’anno scorso, appena lanciata la campagna, il sindaco di Messina Renato Accorinti e l’assessore all’ambiente Daniele Ialacqua.

Con loro altri 869 messinesi. Persone comuni, giovani, anziani, ma anche nomi conosciuti come il segretario di Cisl Messina Tonino Genovese, operatori del sociale come Annamaria Garufi della Lelat e la presidente del Cedav Carmen Currò, il dirigente scolastico dell’I.C. di Villa Lina Giovanna De Francesco, ma anche il Questore Carmelo Gugliotta e l’ex assessore Gianfranco Scoglio.

“Un nuovo modo di concepire l’antimafia -spiega ancora Pistorino- non autoreferenziale, ma da cittadini consapevoli che chiedono che le istituzioni e gli organi di polizia rinnovino l’azione a tutela della sicurezza pubblica e della libera attività di impresa, ma che soprattutto si impegnano ad essere protagonisti scegliendo prodotti e servizi forniti da imprenditori, esercenti e professionisti che non paghino il pizzo o che, essendo stati vittime di richieste estorsive, ne abbiano fatto denuncia.

Una lista, quella presentata oggi da Addiopizzo Messina nell’anniversario dell’uccisione di Libero Grassi, che nonostante le tante differenze e diversità accomuna tutti e rende tutti uguali, protagonisti in prima persona”. La lista completa di chi ha aderito all’iniziativa è visionabile sul sito www.addiopizzomessina.org