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AddioPizzo e la Vara: ripartiamo da zero

La conferenza stampa di AddioPizzo Messina

Azzerare tutto e ripartire da zero, perché la Vara è di tutti. A chiederlo al sindaco Renato Accorinti sono i ragazzi di AddioPizzo Messina, che durante una conferenza stampa convocata stamane hanno ribadito la posizione dell’associazione rispetto all’organizzazione della Vara e a quello che si aspettano dalla nuova amministrazione.

A partire dall’applicazione anche per i Comitati storico-scientifico e tecnico della Vara del recente Regolamento sulle nomine emanato dal primo cittadino e già utilizzato per la selezione del presidente dell’Ente Teatro.

Ma i ragazzi di AddioPizzo chiedono anche un “Protocollo operativo scritto e reso pubblico, approvato con delibera di Giunta tra Comune, Arcidiocesi e Prefettura, nel quale siano disciplinati e scadenzati nel tempo impegni e responsabilità chiare e precise che investono i settori dell’organizzazione, della religiosità e dell’ordine pubblico”.

A questo proposito ribadiscono alcune proposte già presentate all’Amministrazione Accorinti: dalla nomina diretta del cappellano della Vara da parte dell’Arcivescovo a quella di un Comitato Vara integralmente rinnovato con durata annuale e i cui membri non possano essere confermati per più di due edizioni per allargare la trasmissione delle competenze (fino ad oggi appannaggio di pochi) e l’alternanza”.

A far parte del Comitato Vara dovrebbero essere anche addetti con esperienza nell’organizzazione di grandi eventi e rappresentanti di associazioni di Protezione civile, di volontariato e culturali.

AddioPizzo chiede anche “una raccolta fondi trasparente attraverso sponsorizzazioni gestite direttamente dall’Amministrazione comunale evitando che persone non autorizzate chiedano di versare contributi o ne raccolgano, la pubblicazione della rendicontazione delle spese entro il 15 settembre attraverso un bilancio analitico delle donazioni e delle spese, dei nomi dei donatori e dei fornitori di beni o servizi a carico del bilancio della manifestazione. La carica di componente il Comitato Vara deve essere ricoperta gratuitamente e deve essere incompatibile con la partecipazione in ditte o società che hanno rapporti economici con l’Amministrazione Comunale o con associazioni ed enti di qualsiasi natura coinvolti nella manifestazione”.

Richiesta anche l’applicazione vera delle limitazioni d’età dell’Albo dei tiratori indicate dalla Questura, che consente solo a persone di età compresa tra i 18 e i 65 anni di tirare la Vara. basta dare un’occhiata alle immagini per capire come questa regola sia abbondantemente disattesa.

Il manifesto di Addiopizzo

Altro passaggio importante il divieto di taglio delle corde alla fine della processione. “Non solo per risparmiare sull’acquisto -spiega Enrico Pustorino, responsabile di AddioPizzo Messina- ma anche perché c’è un dato evidente che i più preferiscono ignorare: per tagliare corde del genere in pochi minuti come succede ogni anno, si utilizzano coltelli molto grossi. E questo significa che c’è gente che tira la Vara portando addosso armi vietate dalla legge. Diversamente, non sarebbe spiegabile come sia possibile che le corde spariscano in pochi minuti”.

Indispensabile anche concertare ogni disposizione di ordine pubblico con la Prefettura e la Questura e formare tiratori e timonieri per favorire la diffusione delle competenze, prevenire incidenti e aumentare la partecipazione.

Per l’edizione 2013 Addiopizzo Messina valuta positivamente l’operato del sindaco Accorinti e dell’assessore Todesco rispetto alla maggiore trasparenza nella raccolta dei fondi, all’incremento delle sponsorizzazioni (l’anno scorso 30.583 euro, quest’anno 50.130 euro) e all’impronta sobria che è stata data.

Nota negativa, la nomina quali componenti del Comitato scientifico e di quello tecnico di Francesco Forami e di Giovanni Celona. Il primo è tra gli indagati per l’aggressione del 14 agosto 2012 ai ragazzi di Addiopizzo Messina, rei di avere distribuito un volantino nel quale chiedevano alla Madonna di liberare la città dalla mafia e dal pizzo.

Richiesta che evidentemente, alla luce della reazione di alcuni membri del vecchio Comitato Vara (i ragazzi sono stati aggrediti verbalmente e rincorsi fin dentro un bar di via Garibaldi) non deve essere sembrata in sintonia con il cristianesimo, vai a sapere perché.

Il secondo, figlio di quel Franco Celona arrestato proprio in relazione all’episodio dell’anno scorso, vanta nel proprio curriculum un arresto per tentata estorsione durante il pestaggio agli steward alla Fiera di Messina del 2011.

E sarà anche giusto, come dice il sindaco Accorinti, non giudicare i figli dai padri, ma è anche vero che quando ci si mette del proprio magari si dovrebbe essere un po’ più selettivi.

A tutt’oggi peraltro, non risulta che Giovanni Celona, così come Paolo Molonia, figlio di quel Franco Molonia per il quale è stato emesso un provvedimento di obbligo di dimora fuori dal Comune di Messina per l’aggressione dell’anno scorso e che davanti al GIP Daniela Urbani ha dichiarato di non avere minacciato nessuno ma di avere agito perché non voleva che “si disturbasse la Madonna con cose blasfeme”, abbiano mai condannato pubblicamente il comportamento dei genitori.

Archiviata la manifestazione del 2013, il Comitato AddioPizzo Messina aspetta adesso la pubblicazione del resoconto dettagliato delle spese sostenute per questa edizione e la pubblicazione di quelle delle ultime due, con l’elenco dei fornitori ed i responsabili delle associazioni.