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Addio Metromare, Ustica Lines pronta a lasciare il Consorzio

Di ufficiale non c’è ancora nulla, ma il continuo procrastinare del ministero dei Trasporti rispetto all’assegnazione delle somme necessarie per proseguire il servizio non lascia molto margine alla speranza che il collegamento veloce dello Stretto tra Messina e Reggio Calabria continui fino alla fine dell’anno.

Il 28 giugno scadrà la concessione e dei 3 milioni di euro promessi non c’è neanche l’ombra. Da qui la decisione del partner privato e azionista di maggioranza del Consorzio Metromare, la Ustica Lines, di gettare la spugna.

I costi di gestione sono aumentati rispetto al capitolato d’appalto del primo triennio e ormai non ci sono più i margini per continuare.

Molto probabilmente, ma ovviamente siamo nel campo delle ipotesi, si tornerà al vecchio tipo di collegamento con le navi FS e a gestirlo dovrebbe esse la Bluferries, controllata di RFI e socio di minoranza del Consorzio Metromare.

“E’ assurdo che si lasci morire così quello che è stato definito il miglior servizio italiano di collegamento veloce via mare -commenta Michele Barresi, segretario generale di Orsa Trasporti Messina. Come Orsa denunciamo questo stato di cose da novembre dell’anno scorso, ma il ministero sembra sordo alle nostre richieste. Il servizio sta per chiudere, smentendo clamorosamente i proclami trionfanti di alcuni mesi di alcuni esponenti politici. La verità è quella che abbiamo sotto gli occhi: a meno di un miracolo tra 10 giorni migliaia di pendolari resteranno privi di un servizio essenziale, nell’indifferenza più totale della classe politica locale, evidentemente impegnata altrove”.

Dopo un furibondo braccio di ferro con i sindacati, il ministero dei Trasporti si era dichiarato disposto a concedere 3 milioni di euro per proseguire il servizio fino a dicembre. Somma comunque insufficiente, visto che secondo le stime del sindacato in realtà ne servono almeno 4 e mezzo se si fa riferimento al vecchio contratto o 6 se si tiene conto degli aumenti del costo del servizio. In questo momento, la sola certezza è che in dieci giorni difficilmente si riuscirà a garantire la continuità del servizio di collegamento veloce tra le due sponde dello Stretto.

E sulla vicenda interviene anche il candidato sindaco del centrosinistra Felice Calabrò, che sottolinea come sia necessario impegnarsi “per evitare che un servizio indispensabile e vitale per l’Area dello Stretto come quello di Metromare sia cancellato o depauperato per inerzia, inefficienza o disinteresse. Non c’è più tempo da perdere,il 28 giugno, tra pochissimi giorni quindi, il servizio di collegamento via mare che ogni giorno garantisce efficienza a migliaia di pendolari dello Stretto, scade e sul futuro non ci sono certezze, soprattutto economiche.

La disponibilità finanziaria annunciata dal Governo per  la proroga del servizio fino al 31 dicembre non supera i 3 milioni di euro, una cifra insufficiente a garantire sia la qualità e la quantità dei collegamenti che a tutelare gli attuali livelli occupazionali. In gioco ci sono posti di lavoro ed un servizio che è diventato indispensabile per migliaia di studenti, lavoratori, pendolari e viaggiatori che utilizzano Metromare per raggiungere Villa San Giovanni o Reggio per proseguire il viaggio in treno o in aereo. La continuità territoriale oggi, in assenza di altre presenze, è garantita proprio da Metromare, eppure rischiamo di perdere una risorsa importantissima.

La cifra messa a disposizione dal governo per i prossimi sei mesi non può bastare, anche alla luce delle recenti modifiche relativamente agli oneri fiscali e all’aumento nelle tabelle di armamento di un’unità operativa. Dobbiamo difendere i nostri posti di lavoro, i nostri servizi, la qualità dei collegamenti tra le due sponde e per farlo dobbiamo reclamare i nostri diritti e quindi chiedere un impegno forte, immediato e concreto al governo ed al Ministero dei Trasporti affinchè adegui le somme destinate a Metromare per coprire i costi fino a fine anno e si attivi per il nuovo bando in tempi brevissimi.

Batteremo i pugni sul tavolo, insieme all’Assessore regionale alle Infrastrutture ai Trasporti, Nino Bartolotta, per ottenere i fondi che ci spettano e per garantire un servizio vitale e posti di lavoro. Quando parlo di occupazione non mi riferisco solo al personale della società ma ad un sistema che può essere alimentato solo da servizi efficienti. Se funziona Metromare garantiamo ai pendolari di poter lavorare con puntualità e serenità, garantiamo a chi deve viaggiare tempi più brevi, agli studenti la possibilità di formarsi senza dover allontanarsi troppo da casa, creiamo le basi per quella che deve diventare un’area integrata, quella dello Stretto”.

Aggiornamento delle 18.59

A prendere posizione sulla vicenda, precipitata nelle ultime ore, è anche il segretario nazionale di Orsa Trasporti Nino D’Orazio. “Il Governo centrale -scrive il dirigente sindacale- parla di rilancio dell’occupazione, ma Messina rischia di perdere altri 100 posti di lavoro nel servizio di traghettamento veloce. Ustica Lines ha annunciato l’abbandono dell’appalto alla scadenza fissata per il prossimo 28 giugno, avvisi di licenziamento sono già stati recapitati ai dipendenti della Metromare che si occupano di vendita biglietti e accoglienza dei passeggeri, seguiranno i licenziamenti dei marittimi e l’azzeramento di uno dei pochi servizi efficienti senza il quale è impensabile parlare di area integrata dello Stretto.

Dal Ministero si ode un silenzio assordante, l’annunciata proroga fino a dicembre attraverso lo stanziamento di 3 milioni di euro è rimasta nel solito libro delle promesse non mantenute e c’è da aggiungere che nel contempo le rivendicazioni del sindacato di Base circa l’esiguità delle tabelle d’armamento hanno trovato riscontro al Ministero che ha ordinato l’aggiunta dell’Ufficiale di Coperta in tutti gli equipaggi. Pertanto, con l’aumento del costo del lavoro e l’incremento di altri costi gestionali, i 3 milioni promessi dal governo, mai giunti nello Stretto, oggi sarebbero insufficienti. Secondo una stima approssimata servono almeno 4,5 milioni di euro per garantire il servizio fino a dicembre.

Persi i treni a lunga percorrenza, ridimensionato drasticamente il collegamento ferroviario regionale, praticamente azzerato il trasporto merci su rotaia, adesso è la volta del traghettamento veloce che come i servizi citati rischia di sparire con il solito colpo di spugna che Roma solitamente riserva a  Messina ed a tutta la Sicilia.

In fase di campagna elettorale è già importante che a Messina uno dei candidati si sia accorto del pericolo incombente ma ai proclami devono seguire i fatti, bisogna impegnarsi davanti ai lavoratori ed ai pendolari per garantire il massimo coinvolgimento della politica territoriale e nazionale in questa vertenza che rischia di consegnare alla città ulteriore miseria e disservizio.

I tempi sono brevissimi, nell’attuale fase di transizione per l’assenza di un sindaco che curi gli interessi di Messina, Il presidente Crocetta e l’assessore regionale ai Trasporti (il messinese Bartolotta) hanno il dovere di anticipare l’interlocuzione con il Governo per impedire che Metromare sparisca, se non dovessero arrivare risposte risolutive in tempo utile sarà inevitabile la forte mobilitazione di lavoratori e pendolari. Il prossimo Sindaco, chiunque esso sarà, deve mettere al primo posto della sua agenda la soluzione di questa delicata vertenza che rischia di esplodere ancora prima del 28 giugno, i due candidati hanno l’occasione di mostrare alla citta gli strumenti in loro possesso per evitare il peggio, si confrontino sulla priorità ed espongano alla città le loro soluzioni, i lavoratori ascolteranno e poi andranno a votare secondo coscienza”.