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ACR Messina, ultimo atto serie D

Sotto gli occhi degli oltre 7000 accorsi al “San Filippo” per rendere merito a Corona e compagni, il lieto fine di una scalata attesa cinque lunghi anni e culminata nell’agognato ingresso in Lega Pro.

Il pubblico acclama la squadra per novanta minuti. Fuori gli striscioni all’ingresso delle squadre, dopo la consueta sfilata delle giovanili. In tribuna B “E fu il primo passo verso l’Europa”, in curva sud “Finalmente fuori dal tunnel”. Tripudio di colori e cori dalla curva. Una coreografia che si vede di rado sugli spalti di serie D.

In tribuna gli ex Arturo Di Napoli e Alessandro Parisi a rammentare i fasti passati. Quelli cui i peloritani guardano con rimpianto da anni. In tenuta rossa l’A.C.R. Messina. Maglia bianca, pantaloncini e calzettoni neri per la Nissa.

Usuale 4-4-2 il modulo scelto dal tecnico Catalano. Quello stesso opposto al Cosenza il 21 aprile. Lagomarsini tra i pali, Ignoffo e Cucinotta centrali di difesa, ai lati Caiazzo e Caldore, in mezzo al campo Bucolo e Maiorano, sulle corsie laterali Guerriera e Ferreira, coppia d’attacco Chiaria e capitan Corona.

Siedono in panchina Mangini, Di Stefano, Cicatiello, Quintoni, Chiavaro, Savanarola e Cocuzza.

La Nissa, reduce da 19 sconfitte nelle ultime 20 gare, è già retrocessa. Il tecnico Fabrizio Fama schiera in campo otto under. Tutto è già perso. Si affronta la capolista e poi si ricomincia.

Gara diretta da Gabriele Magrini della sezione Aia di Città di Castello. Assistenti Lorenzo Papapietro di Foligno ed Emanuele Antonino Amato di Catania.

Partenza del Messina che lascia presagire l’esito della gara. Al secondo minuto punizione di Bucolo dalla destra corta per Corona, ma il capitano non aggancia. Ancora Bucolo al 4’ e al 6’ per re Giorgio. Fuori misura le deviazioni dell’attaccante peloritano.

Gli ospiti fanno fatica a contenere l’impeto dell’undici di Catalano.

Il primo corner è della Nissa, al 7’. Facile recupero dei giallorossi e Chiaria si invola sulla sinistra, quella corsia sulla quale imperversa durante tutta la gara l’eccellente Ferreira.

Al 9’ la prima vera occasione per i padroni di casa col destro alto sulla traversa di Chiaria. Un minuto dopo primo tiro dalla bandierina del Messina. Il portoghese sul pallone. Dall’area piccola colpisce di testa Cucinotta. Nessun pericolo per la Nissa.

Al 12’ azione personale di Maiorano che apre sulla destra per Caiazzo. Pregevole disimpegno della difesa avversaria e ribaltamento di fronte. Fiacco il tiro di Privitera e nessuno problema per l’estremo difensore peloritano. Al 15’ termina alto il colpo di testa di Di Mauro che riceve dall’ex Milazzo Bica Badan. Al 18’ accelerata di Roberto Chiaria sulla corsia di sinistra quando arriva la segnalazione di fuorigioco del guardalinee.

Al 22’ l’ex Ischia sblocca la situazione e mette a frutto il recupero dell’infaticabile Maiorano e il taglio preciso di capitan Corona. 1-0 per l’A.C.R. Messina. Urlo liberatorio del “San Filippo”.

Tre minuti dopo, Corona effettua una serie di finte e serve il compagno Ignoffo che in rovesciata non trova lo specchio della porta. Ci prova ancora il capitano al 26’. Nulla di fatto. Intanto arriva la pioggia allo stadio. Appena qualche ombrello. Ma si continua a far festa.

Raddoppio dei peloritani al 28’. Tiro potente dai 20 metri e prima rete in campionato per Bucolo. 120 secondi e arriva il terzo gol. Pallonetto di re Giorgio. Ammendola intercetta appena, ma non riesce a difendere la porta dalla sfera. Duecentesima marcatura in carriera per il capitano.

Già alla prima mezz’ora il Messina è sopra di tre gol. È fatta. Nulla più separa i biancoscudati dal professionismo. Debole replica degli ospiti al 34’. Bel sinistro di Privitera dal limite dell’area e unica rete del match per la Nissa.

Al 36’ Guerriera dalla sinistra taglia nel modo migliore per Maiorano che però non aggancia. Subito dopo corner di Ferreira e stacco di testa impreciso sempre dell’8 peloritano. Al 38’ pescato Corona su traversone di Guerriera, ma il tiro mancino al volo dell’attaccante è ben distante dalla porta avversaria.

Al 40′ è 4-1. Il portoghese mette al cento un ottimo cross. Quindi aggancia e realizza Guerriera. Niente recupero. Si va negli spogliatoi con la Lega Pro in tasca. Al rientro è solo un lungo monologo del Messina. Quarantacinque minuti più due di recupero per coronare un sogno.

Al 1’ della ripresa doppietta di Corona su assist di Chiaria. E i peloritani non si accontentano. Continuano ad attaccare. Vorrebbero tutti centrare la porta e raccogliere gli applausi della curva. Il rispetto della giovane avversaria assicurato dal tecnico Catalano prima della gara sembra lasciare il posto all’impeto dell’undici in campo.

Al quarto minuto standing ovation per re Giorgio sostituito dal cugino Cocuzza. Scambi a centrocampo, costruzione impeccabile delle azioni, nessuna fatica. Il Messina è davvero padrone del gioco.

Al 10’ st Ferreira si procaccia il penalty e, dopo essersi letteralmente impossessato della sfera, si appresta dal dischetto. Deviazione sul palo di Amendola e nuova chance per il portoghese che questa volta non sbaglia.
Nuovo striscione in curva. “Onore ai leoni. Assenti e presenti”. Firmato Lions 97.

Ancora una sostituzione tra le file del Messina. Ventesimo minuto. Esce Lagomarsini, protagonista indiscusso di un campionato disputato ad altissimi livelli, e gli subentra il terzo portiere Mangini.

Intanto Cocuzza cerca con ostinazione il gol. Servito da Bucolo al 21’ st, il numero 18 giallorosso non riesce ad anticipare la difesa avversaria.

Al 26’ seconda marcatura di Chiaria, la decima in campionato dopo appena quattro mesi di permanenza nell’A.C.R. Messina. 7-1. E si rischia di perdere il conto, di calcare troppo la mano.

Finalmente, dieci minuti dopo, il gol di Cocuzza. Una goleada. Ci si deve fermare. Occorre contenere l’impeto e attendere il fischio dell’arbitro.

Tutta la panchina è in piedi quando al 39’ Ignoffo raccoglie l’ovazione degli spettatori e fa ingresso in campo Agatino Chiavaro. Un ritorno in campo atteso quattro mesi. L’abbraccio dei compagni al difensore e in ultimo quello del capitano evidenziano il clima sereno della squadra, quello grazie al quale si superano le difficoltà e si vincono i campionati.

Superfluo il recupero. Utile solo a far crescere l’attesa. Poi il fischio finale. E il grido liberatorio di una città tutta che finalmente intravede uno spiraglio, che può tornare a coltivare un sogno.