Resta sempre aggiornato e seguici sui social, clicca "Mi Piace"

Accorinti a piazza del Popolo: “Noi siamo un’altra storia”

C’è anche Jacopo Fo in videoconferenza al comizio finale del candidato sindaco Renato Accorinti. “Mi auguro che da Messina parta un grande cambiento -dice Fo. La crisi si può battere cambiando sistema  e prorità e investendo sulle energie rinnovabili”.

In attesa che Accorinti chiuda la campagna elettorale, si legge il messaggio del sindaco di Milano Giuliano Pisapia: “Apprezzo molto l’energia con la quale state cercando di portare il cambiamento nella città di Messina. Spero davvero che quella volontà di farsi cittadinanza attiva “dal basso”, in cui Milano ha saputo credere, trovi terreno fertile anche tra i vostri concittadini. C’è bisogno di radicalità e, insieme, di vicinanza e condivisione. I tempi non facili ci impongono e vi impongono di avere ancora più a cuore chi è in difficoltà, perché possiamo costruire tutti insieme un nuovo futuro nella splendida Messina e nella splendida Sicilia.

Come certo comprenderete, non potrò essere presente con voi a causa di impegni istituzionali già programmati e che non mi è stato possibile disdire. Desidero inviarvi, in ogni caso,  il mio più sincero in bocca al lupo e i saluti più cordiali”.

Poi un altro messaggio di solidarietà da Antonio Presti, il creatore della Fiumara d’Arte di Tusa e via con gli interventi.

Daniele David, sindacalista della Cgil, sottolinea che con Accorinti sindaco “Messina sarà una comunità, un modello di città, saremo un governo schierato con i più deboli, in lotta contro i monopoli e chi li sostiene”.

I lavoratori dell’ex Aicon di Giammoro sottolineano come Accorinti abbia insegnato loro “a lottare per la dignità e il lavoro”, mentre Sofia Martino, coordinatore di uno dei due Circoli SEL di Messina, dichiara: “negli ultimi tempo avevo perso la speranza e la fiducia nella politica. Messina è in una morsa e quest’uomo pulito può aiutarci a cambiarla dal basso”.

Poi è il momento di Renato Accorinti, che attacca dicendo che “gli altri, il sistema, vogliono solo il potere. Noi siamo un’altra storia e ognuno ha fatto quello che ha  saputo e potuto fare. Noi siamo un esempio per  tutta l’Italia e dobbiamo dare speranza a tutti gli altri.

Ognuno di noi deve sentire la responsabilità di quello che può fare per chi soffre, per chi è senza speranza. Ci sono pochi soldi, ma noi possiamo fare molto perché partiamo da un cambiamento spirituale, da una rivoluzione interiore che non si ferma più”. Un passaggio dedicato ai lavoratori dell’Ente Fiera, abbandonati a loro stessi da 19 mesi, e poi ancora: “Non delegatemi nulla, i problemi li risolveremo insieme. Io voglio stare accanto a chi vuole lottare per tutti. Staremo accanto a tutti, ma vi chiedo di lottare insieme”.

Una coraggiosa elettrice di Felice Calabrò prende la parola e dice che per la politica messinese ci vuole il candidato del centrosinistra. Accorinti non fa una grinza e risponde che “la democrazia è anche questo. La nostra forza sono la nostra libertà e la capacità di accogliere chi la pensa diversamente”.

In un tripudio di applausi , gran finale con gli assessori designati in caso di vittoria, che salgono sul palco mentre Accorinti gigioneggia dicendo “fra loro io sono il più scarso. Sono stati scelti per competenza e  capacità di lavorare insieme, perché il nostro sarà un lavoro collettivo e di gruppo”.

Si chiude così la campagna elettorale del professore pacifista, con toni ben diversi da quelli usati negli ultimi giorni e culminati in un durissimo comunicato stampa diramato oggi, nel quale si attacca a testa bassa l’avversario del centrosinistra. 

“La credibilità della proposta di governo avanzata da un candidato Sindaco alla città si misura anche in base all’affidamento che i cittadini possono fare sulla squadra indicata –scrive Accorinti. Non si tratta solamente della qualità umana e della competenza degli assessori designati, ma anche (e forse in primo luogo) della credibilità della loro stessa designazione. Sarebbe importante che in queste ultime ore di campagna elettorale Felice Calabrò facesse chiarezza sulla squadra che lo affiancherà nel caso venisse eletto sindaco di Messina.

Voci sempre più insistenti fanno sorgere più di un dubbio che alcuni degli assessori designati lasceranno il posto ad altri personaggi designati dai gruppi e dai partiti che compongono la sua variegata coalizione (che va da Fli a Sel). Insomma, ci troveremmo di fronte al solito, mortifero rituale di spartizione partitocratica dei posti in governo e delle poltrone delle partecipate.

Tutto questo sarebbe in contraddizione con quanto Calabrò è andato sostenendo in questa campagna elettorale, dove ha ripetutamente detto che tutto si sarebbe svolto alla luce del sole.

Già all’indomani delle indicazioni fornite da Calabrò la stampa avanzava seri dubbi circa il fatto che i “designati” sarebbero poi stati effettivamente tutti nominati. Questi dubbi crescono quando si considerano elementi di ineleggibilità che possono riguardare uno degli assessori della giunta di Felice Calabrò: il vice-prefetto Matilde Mulè. Secondo la legge: “non sono eleggibili (…) nel territorio nel quale esercitano la propria funzione i Prefetti della Repubblica, i viceprefetti ed i funzionari di pubblica sicurezza”. Ovviamente, date queste premesse normative, l’eventuale nomina del vice-prefetto ad assessore sarebbe soggetta ad immediata decadenza.

Il fatto che la persona in questione non abbia partecipato attivamente alla campagna elettorale ed al dibattito politico, denota senso delle istituzioni e volontà di garantire l’imparzialità nell’esercizio del ruolo ricoperto. Allo stesso tempo, però, non essendo pervenuta alcuna dichiarazione di impegno a dimettersi dai ruoli del Ministero degli Interni, appare estremamente improbabile che l’assessore designato venga anche, in caso di vittoria, nominato.

Insomma, Felice Calabrò ha designato un assessore “ineleggibile”, che (con ogni probabilità) non potrà poi nominare qualora dovesse prevalere al ballottaggio. Come mai? Sarebbe opportuno che egli chiarisse ai cittadini messinesi chi li governerà effettivamente. Ricambi e aggiustamenti nella squadra di governo sono ovviamente legittimi e possibili dopo un periodo di rodaggio, ma l’indicazione di figure che si sa in anticipo non poter probabilmente nominare alimenta il dubbio che vengano utilizzati specchietti di lusso per attirare l’allodola del voto, consapevoli che in realtà le scelte di governo sono altre, non dichiarate ai cittadini. È il metodo del “fiore all’occhiello” da gettar prima ancora che la cerimonia di nozze si sia conclusa. Un metodo da vecchia politica che sa di pubblicità ingannevole.

Le altissime competenze che, libere da indicazioni provenienti da partiti o gruppi di interessi, hanno accolto con entusiasmo e generosità la mia proposta di governo reggeranno il carico amministrativo di Messina in prima persona, senza sostituzioni intempestive. Dandomi fiducia, i messinesi sanno da chi saranno governati. Può garantire Calabrò la stessa cosa in relazione ai suoi assessori?”. Una domanda alla quale risponderanno gli elettori nelle prossime 72 ore.