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Accorinti chiude il cerchio, Tonino Perna alla Cultura

Tonino Perna, assessore alla Cultura

Negli ultimi giorni il suo nome era tra i più quotati e alla fine l’assessorato alla Cultura è andato a lui. Tonino Perna, docente di Sociologia Economica presso la facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Messina subentra a Sergio Todesco, che ha lasciato l’incarico nell’esecutivo di Palazzo Zanca per la direzione della Biblioteca Regionale.

Il sindaco Renato Accorinti lo ha presentato oggi in conferenza stampa. Un incontro tutto sommato non indispensabile, visto che stamane la notizia è stata pubblicata con dovizia di particolari, ma tant’è.

L’esordio di Perna non è stato dei più brillanti, visto che ha ammesso che per gestire l’assessorato dovrà prima studiare. “Sono basito” è il commento lapidario di Tonino Genovese, segretario generale della Cisl di Messina. Speriamo che non ci metta molto, viene da pensare, vista la situazione della città.

La seconda scivolata l’ha fatta quando ha detto che proseguirà sulla strada tracciata dal

suo predecessore Sergio Todesco, che per la verità è sempre stato piuttosto defilato e non è quindi chiaro quale sentiero Perna potrebbe essere in grado di seguire.

Piuttosto tiepido sulla Notte della Cultura, mentre sui gravi problemi dell’Ente Teatro (simbolo suo malgrado del degrado culturale e dell’incapacità della classe politica locale) ha preferito glissare, anche di fronte alle domande ben precise di uno degli orchestrali.

Pare che Accorinti lo abbia voluto a tutti costi perché Perna, un calabrese che lavora a Messina, sarebbe il simbolo di quell’Area Metropolitana dello Stretto della quale a turno da oltre 20 anni a questa parte prima o poi tutti parlano e che ancora deve essere concretizzata. Perna è anche il coordinatore del gruppo di studio universitario che segue l’attività del sindaco sin dal suo insediamento.

Piuttosto lungo il curriculum del neo assessore. Da segnalare la presidenza del Parco Nazionale dell’Aspromonte (dove ha sperimentato un sistema anti-incendio che è diventato un modello a livello europeo) e l’aver fatto coniare dall’Istituto Poligrafico dello Stato la prima moneta locale (l’ecoaspromonte) che abbia avuto corso in Italia.