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Accorinti alla Festa della Cgil: “Passeremo paro”

Il sindaco Accorinti alla Festa della Cgil

“E’ la prima volta che alla festa messinese della Cgil invitiamo il sindaco della città dello Stretto e il presidente della Regione Sicilia”. Così il segretario generale della Cgil di Messina Lillo Oceano alla folta platea che affollava ieri sera  l’area dibattiti della Festa del Lavoro organizzata dal sindacato all’ex Irrera a Mare.

“E lo facciamo -ha spiegato Oceano- non per identità di vedute con i due attuali esponenti istituzionali, ma perché siamo convinti che , finalmente,  chi si trova alla guida della Sicilia e della città di Messina abbia qualcosa di interessante da dire”.

Trattandosi di Renato Accorinti e Rosario Crocetta, l’opinione di Oceano ha  trovato  immediato riscontro nello scambio di battute che ha animato una discussione appassionata e complessa come quella che ha aperto la terza edizione dell’ormai tradizionale appuntamento estivo del sindacato.

Come cambiare Messina attraverso un piano del  lavoro, per lo sviluppo produttivo, la legalità, la coesione sociale. Su questo tema la Cgil ha chiamato a confrontarsi accanto al presidente e al neo sindaco anche l’assessore regionale al Bilancio Luca Bianchi, il presidente regionale di Confindustria Antonello Montante, Michele Pagliaro della segreteria regionale Cgil e lo stesso Oceano, moderati dal giornalista Piero Orteca della Gazzetta del Sud.

Il segretario messinese del sindacato ha fortemente sollecitato un “confronto con la Regione rispetto ai piani per lo sviluppo economico del nostro territorio” citando l’edilizia e la cantieristica navale come settori strategici da rilanciare, mentre il leader degli industriali siciliani ha posto l’attenzione sul deficit infrastrutturale di cui soffre Messina che penalizza la vera grande risorsa dell’Isola. Quel settore turistico a cui andrebbero dedicati investimenti e piani strategici “ anche a costo di sacrificare il settore manifatturiero”.

Sullo sfondo dei ragionamenti di tutti, la necessità di impiegare al meglio le risorse economiche messe a disposizione dall’Europa. “Somme -ha ragionato l’assessore Bianchi- su cui comunque è necessario esercitare maggiori controlli rispetto al recente passato. Selezionando i migliori progetti ed evitando che il potere politico o, peggio , quelli criminali, si ritaglino indebitamente  ancora spazi  di intermediazione” .

Il presidente Crocetta non si è sottratto ai rilievi critici, senza rinunciare al suo ormai consueto vezzo per gli annunci clamorosi.  “Abbiamo 54 milioni di euro pronti per Messina -ha dichiarato. Discuteremo con la nuova amministrazione del come impiegarli per completare il risanamento”.  Niente megaprogetti, ha assicurato, ma “si costruiranno le case popolari laddove ci sono ancora quartieri baraccati”.

Per Crocetta, che ha annunciato anche un  provvedimento legislativo “anti parentopoli”, alludendo ovviamente alle recenti inchieste che hanno visto esponenti del Partito Democratico coinvolti nella presunta mala gestione dei fondi destinati alla formazione professionale, è  “l’intero sistema politico messinese ad aver fallito”. Occorre dunque “ripartire dal fatto etico, dalla denuncia del malaffare, spesso mascherato da un intollerabile perbenismo, per risarcire la città dello Stretto, fortemente penalizzata rispetto ad altri capoluoghi di provincia che hanno goduto di maggiori sostegni”.

Chiarissimo il riferimento a Catania e Palermo, che hanno avuto somme enormi per ripianare i propri debiti e che non dovranno restituirle.

Il metodo che il presidente della Regione ha più volte annunciato di voler usare anche a Messina è quello della discussione sul territorio. “Ci sarà presto una riunione di Giunta a Messina. Affronteremo il nodo del possibile default e del risanamento delle partecipate senza mettere nessuno in mezzo alla strada” ha sottolineato Crocetta. Purché “si vada avanti con l’individuazione delle responsabilità personali e con la rotazione di tutti i dirigenti”. Autonomia energetica attraverso l’installazione di impianti fotovoltaici negli edifici pubblici, difesa dell’acqua pubblica, risanamento finanziario ed etico dell’azienda trasporti, risoluzione dell’emergenza rifiuti. Su queste priorità si misurerà la collaborazione tra i nuovi vertici istituzionali messinesi  e quelli della Regione.

“Cambiare Messina dal basso significa anche non guardare in faccia nessuno”. O meglio, con felice espressione dialettale, “passare paro”. Così il sindaco Renato Accorinti ha risposto ai ragionamenti degli interlocutori, chiarendo una volta per tutte che il suo pacifismo non va inteso come mancanza di spina dorsale.

La sua rivoluzione è gentile nei toni  quanto fermissima nei contenuti. “Cambieremo tutti i vertici istituzionali -ha precisato- non per ostilità verso le persone, ma per assicurare una gestione improntata al perseguimento del bene comune”.  Il nuovo sindaco di Messina ha parlato di democrazia e partecipazione, di etica e di bellezza senza dimenticare di denunciare come “poche famiglie, due o tre al massimo, si siano arricchite  godendo di indebite posizioni di monopolio in un settore fondamentale come il traghettamento”.

Accorinti ha risposto alle domande della Cgil rilanciando le parole d’ordine fondamentali del proprio programma:  “flotta comunale per spezzare il monopolio privato del traghettamento e garantire il diritto alla mobilità degli abitanti delle due sponde dello Stretto, recupero delle aree sottratte alla pubblica fruizione, dalla Zona Falcata all’area dell’ex Fiera Campionaria, richiesta di riconoscimento da parte dell’Unesco dello Stretto di Messina come Patrimonio dell’Umanità, investimenti nel recupero delle produzioni storiche e dei saperi delle maestranze messinesi (Birra Triscele, Sicilia Limoni e le altre) e soprattutto cultura e turismo di qualità”.

Il cambiamento comunque, il sindaco di Messina non si è stancato di ripeterlo nemmeno questa volta, non è una promessa elettorale come tante  e nemmeno si può attendere passivamente come un regalo che cali dall’alto.  “Il saccheggio del nostro territorio è stato possibile anche per la rassegata complicità dei suoi abitanti” ha ricordato. Spezzare questo circolo vizioso è “compito di ognuno”. La riuscita di questa rivoluzione si misurerà dal tasso di partecipazione diretta di ogni cittadina e cittadino alle tappe di un cammino che è appena iniziato.