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Accoglienza migranti: Gallipoli batte Messina 1-0

Lo sbarco dei profughi il giorno di Santo Stefano (Foto Dino Sturiale)

Gestione dei problemi identica, reazioni diverse. Se sulla gestione dei migranti che il Viminale invia a frotte a Messina con preavvisi talvolta di poche ore i rapporti tra Prefettura e amministrazione comunale sono tutt’altro che idilliaci, nella pugliese Gallipoli, cittadina con poco più di 20 mila abitanti, le cose vanno diversamente.

E così, se in riva allo Stretto abbiamo un assessore alle Politiche sociali che insulta pubblicamente il prefetto e un sindaco che continua a tenerselo in Giunta a dispetto dell’oggettivo disastro dei servizi sociali, in riva allo Jonio i comportamenti sono di tutt’altro genere.

“La solidarietà dei gallipolini e la professionalità delle forze dell’ordine sono state le due grandi braccia che hanno consentito alla nostra città di accogliere centinaia di migranti siriani, gestendo una situazione di straordinaria difficoltà ed offrendo loro la sicurezza e quanto necessitava in momenti drammatici e angoscianti –ha dichiarato il sindaco Francesco Errico dopo lo sbarco a Gallipoli il 31 dicembre scorso di 800 siriani.

Un ringraziamento particolare a nome mio personale e di Gallipoli va al prefetto Giuliana Perrotta, non solo per la sua opera di coordinamento, risultata assai preziosa sin dalle prime battute di questi difficili momenti, ma anche per la sua presenza in città, finalizzata ad assicurarsi che le varie fasi dell’intervento andassero per il verso giusto”.

E non è tutto. Perché dalle parole del primo cittadino di Gallipoli, è evidente che tutta la città ha contribuito all’accoglienza. “Non posso che essere orgoglioso del cuore della mia gente e di una straordinaria corsa alla solidarietà che ha coinvolto tutti, dalle associazioni di volontariato alle parrocchie ai semplici cittadini -prosegue Errico. È stato un continuo susseguirsi di buone azioni che hanno dimostrato i valori umanitari e di totale generosità dei gallipolini.

È stata per la nostra città una prova difficile, considerando il gran numero di gente sbracata, ma grazie ad una macchina organizzativa che si è rivelata perfetta in ogni suo ingranaggio, dalle istituzioni alle forze dell’ordine passando per le associazioni di volontariato ed i tanti concittadini che hanno voluto dare il proprio contributo, tutto si è risolto nel migliore dei modi”.

La macchina organizzativa, messa in piedi dall’unità di crisi del Comune e coordinata dal sindaco (che è rimasto nell’area portuale per tutta la notte e che ha passato la mattina del 31 a coordinare ulteriormente le operazioni di accoglienza) la mattina del giorno dopo, l’1 gennaio, aveva già provveduto alla pulizia e alla sanificazione degli ambienti occupati dai migranti. “Gallipoli -ha concluso il primo cittadino- ha dato il proprio contributo nel portare a compimento una buona azione a livello umanitario.

Tuttavia, non posso sottacere la necessità di cui il nostro Paese ha bisogno: una voce meno fioca e più forte a livello europeo, che possa difendere i propri interessi evitando, con serie politiche che affrontino la questione-migranti, di essere l’ovvio punto di riferimento per i sempre più numerosi viaggi della speranza”.

Tutt’altra storia a Messina, dove il 26 dicembre sono sbarchi 886 migranti provenienti dall’Africa. Quando la sera del 25 dicembre è arrivata l’informativa dal ministero degli Interni, la Prefettura si è subito attivata per contattare l’amministrazione comunale. Ma i telefoni della segreteria e dell’Ufficio di Gabinetto hanno squillato a vuoto.

Diversamente da quanto avvenuto nella cittadina del Salento, del sindaco e della sua cattolicissima Giunta non c’era traccia e a farsi carico di tutto sono stati il prefetto Stefano Trotta e gli uffici di piazza Unità d”Italia, in assoluta solitudine. Solo un paio di giorni dopo è arrivata la replica del sindaco, che imprudentemente ha dichiarato che l’amministrazione era rappresentata da due geometri e un impiegato.

Facendo il confronto, una cittadina di 20 mila abitanti ha gestito con efficienza lo stesso problema che ha visto fallire un capoluogo di provincia. Gallipoli batte Messina 1-0 e per la rivincita meglio lasciar perdere.

Elisabetta Raffa

Giornalista professionista dal secolo scorso, si divide equamente tra articoli di economia e politica, la cucina vegana, i propri cani, i libri, la musica, il teatro e le serate con gli amici, non necessariamente in quest’ordine. Allergica ai punti e virgola e all’abuso dei due punti, crede fermamente nel congiuntivo e ripete continuamente che gli unici due ausiliari concessi sono essere e avere. La sua frase preferita è: “Se rinasco voglio essere la moglie dell’ispettore Barnaby”.