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Absolute beginners

Simona Piraino

Che poi ce la raccontiamo da mo’ questa storia che l’esperienza insegna e che dagli errori s’impara. E noi donne, che di solito siamo stoicamente razionali nell’evitare la reiterazione di uno sbaglio (che so, la giusta cottura dei muffin, l’acchiappacolore nel bucato, il plateau, il freno a mano nell’auto), quando ci troviamo nei pressi di una relazione, inspiegabilmente, siamo preda di una astrusa coazione a ripetere.

A perpetrare proprio il comportamento concludente e sbagliato. Nei rapporti con l’altro sesso, dimentichiamo d’emblée la maestrina che è in noi e ci ricadiamo sempre.

E hai voglia a ripetere nunca mas. Benché ci sentiamo sentimentalmente navigate, in fatto di uomini ritorniamo a essere delle virginee principianti.

Ché niente pare ci abbia insegnato la Mori quando, al suo bel molleggiato, garriva “Non succederà più”. Ci autoassolviamo raccontandoci la favoletta che adesso è diverso, noi siamo diverse, loro sono diversi.

Purtroppo, solo i tempi sono diversi, mentre le dinamiche restano identiche.

E’ solo nei periodi di vacatio ormonale che, asetticamente, riusciamo a far di conto di tutti quegli scivoloni che, nel bene o nel male, hanno fatto di noi le gran donne che siamo.

Nell’errore e nel merito siamo comunque la somma di tutti i momenti che abbiamo vissuto. E di tutte le persone che abbiamo incontrato. C’è stato chi ci ha lasciato la laurea, la politica, i cineforum, l’Inghilterra, la neve, il campeggio, tutte le risate e tutti i baci e tutte le lacrime.

E, sicuramente, i nostri anni più felici. E anche chi ci ha lasciato l’abitudine a cantare a voce alta con l’ipod mentre guidiamo lo scooter, La grande abbuffata e tanti altri film (italiani, soprattutto), Savatter e Carofiglio, la passione per la fotografia e per il dialetto siciliano. Una paletta piatta per il caffè. E qualche cucchiaino d’argento nel velluto blu.

Qualcuno ha il merito di averci lasciato il bollitore, una devozione per Francesco e Rachele. E la capacità di poter leggere più libri contemporaneamente. Ecco, credo che le relazioni siano proprio questo: la somma dei lasciti che diventano parte di noi.