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Abitudini diverse e minestre a cena

Cara Contessa, tra una settimana parteciperò ad un pranzo tipico offerto da una mia amica marocchina. So che in Nord Africa c’è l’abitudine di mangiare senza posate, prendendo il cibo con un pane particolare molto morbido. Il problema è che io detesto toccare il cibo direttamente con le mani. Come posso fare? Loredana B. 

Gentile Loredana, mi dispiace ma dovrà rassegnarsi. Quando si è invitati ci si deve adattare alle consuetudini di chi ci ospita. Visto che lei sa già come si svolgerà il pranzo, se ne faccia una ragione e non dimostri in alcun modo il suo disagio, offendendo la padrona di casa. Dal canto suo, quest’ultima, consapevole del fatto che non tutti sono in grado di mangiare seguendo le abitudini del suo Paese, dovrebbe avere l’accortezza di mettere a tavola delle posate per chi non riesce a farne a meno. In ogni caso, in situazioni come queste è bene non trincerarsi

dietro le proprie abitudini ed essere pronti ad accettare stili di vita diversi dal nostro. 

Cara Contessa, tra un mese dovrò offrire una cena importante per i colleghi di mio marito. Io so che la sera non si servono pasta e risotti e punterei su un consommé o una crema di verdure. Lui sostiene invece che facendo così nessuno accetterà più i nostri inviti. Come mi devo regolare? Marcella G. 

Cara Marcella, come sempre ci si deve regolare con il buon senso. Se la cena sarà di tono formale, ha ragione lei a voler servire brodo o creme di verdure, magari accompagnati da crostini. Se invece è una semplice riunione tra colleghi e magari qualcuno non è avvezzo alle regole del bon ton, lasci perdere e prepari un risotto, purché non pesante. Tenga presente che alle nostre latitudini, brodi e creme sono purtroppo guardati sempre con sospetto… In ogni caso, si ricordi che la minestra deve essere già servita quando ci si siede a tavola e che non la si offre due volte.

Contessa Lara

Contessa Lara è il nom de plume di una gentildonna messinese che non ama mettersi in mostra. Fedele agli insegnamenti della sua gioventù (le signore compaiono sui giornali solo tre volte: quando nascono, quando si sposano e quando muoiono) ha deciso di collaborare con noi, ma con discrezione. Ovviamente abbiamo accettato con gioia, sicuri che la sua competenza sarà un prezioso aiuto per chi già conosce le buone maniere e per chi invece ha ancora molta strada da percorrere sulle impervie vie del saper vivere.