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A voto fatto, riflessioni semiserie tra una segreteria e l’altra

Nino Germanà, parlamentare PDL all'ARS

Ho visto anche grillini felici. Questa sera. E non solo loro. Anche qualche pidiellino. Il giro per le segreterie dei partiti, a Messina, è un rito ed è facilissimo. Perché le segreterie serie sono quattro. Via il dente via il dolore: prima visita alla sede del Pdl.

L’occhio azzurro di Nino Germanà, che di solito vira al ceruleo, questa sera è cyano 100%. Approccia le telecamere con un piglio da Puffo Quattrocchi (ve l’avevo detto io, ve l’avevo detto). Ancora niente pasticcini né spumante né birra, ma sono tutti esaltati. “Quello che rompiamo noi, lo aggiusta Silvio”, dice.

Mi faccio guidare dai giornalisti locali, io che non ho dimestichezza con i luoghi pullulanti da giannizzeri e similia.

Segreteria PD. Parquet in tutte le camere, divani chesterfield, climatizzatori bloccati su 29 gradi Celsius. Sono tutti rilassati e incredibilmente friendly anche con gli estranei. Nella sala riservata alla stampa, tracce di un the (tazza in porcellana, mica ciccioli). Mancano tracce di giauguari, manco un’impronta o un ciuffo di pelo maculato. Niente. Il PD certo, non è proprio in brodo di giuggiole però, come diciamo noi quando giochiamo a chemin de fer, “si sta”. Quiete, più che gioia.

Brutta aria in sede UDC, si commenta poco. Si leggono le dichiarazioni di Casini “Se io non sarò dentro, sarà un problema mio”. Come a dire excusatio non petita… Il senatore D’Alia non è presente, ma lo spoglio lo si segue tutti insieme nella grande sala riunioni.

Mi tocca anche il M5S. La sede, contro le mie aspettative, non è pulluante di grillini. La deputata regionale (giuro, me l’hanno indicata ché non l’avevo mai vista) e il neo eletto che rilascia un’intervista via telefono. Loro sì che festeggiano: qualche birra in bicchieri di plastica, due bottiglie di spumante e, se l’occhio non m’inganna, anche una guantierina con qualche rustico.

Premesso: io ‘sta cosa delle segreterie non la volevo fare mica. Dopo le prime proiezioni avrei avuto solo voglia di stare in casa a bere latte caldo. Ma il senso del dovere prevale, talvolta. Mentre mi dirigo in Prefettura con lo scooter comincia a piovere. Meglio così, dirò che è colpa della pioggia se mi è colato il mascara.