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A Santa Lucia del Mela il 28 marzo un momento di preghiera condivisa: luce spente e candele accese contro il coronavirus

Un momento di riflessione e preghiera, con la speranza di poter presto dire addio al periodo terribile della pandemia. Nasce così dall’idea di Antonella Nuccio la proposta di raccolta, da parte dei fedeli di Santa Lucia del Mela, di un momento di preghiera condivisa che si svolgerà domenica 28 marzo alle 19,45 nel territorio di Santa Lucia del Mela. L’appuntamento coincide con la trasmissione serale delle note dell’Ave Maria dal Castello di Santa Lucia del Mela.
La lodevole iniziativa ha l’intenzione di volgere una preghiera al Beato Antonio Franco (al quale si attribuiscono diversi miracoli tra guarigioni, “traslazioni”, sorgenti d’acqua in periodi di siccità per le cittadine della Valle) accendendo una candela in ogni balcone, perché si possa presto arrestare la diffusione del virus Covid-19 che ha inevitabilmente condizionato il normale scandirsi delle giornate di tutti i cittadini.

Un «semplice segno» per manifestare «la nostra comunione in questo tempo di preghiera: alle finestre delle nostre case, giorno 28 marzo, esporremo una candela accesa, segno della speranza e della luce della fede. Dalle nostre abitazioni faremo elevare al Beato Antonio Franco la supplica dei suoi figli, affinché dia la forza del suo Spirito ai medici e agli operatori sanitari, illumini tutta la popolazione e dia la forza per guardare avanti con rinnovata fiducia.

Il gruppo Facebook “La Valle del Mela” sta promuovendo l’iniziativa e ringrazia per la fattiva collaborazione il comune di Santa Lucia del Mela, i parroci delle parrocchie Sacro Cuore e Basilica Concattedrale di Santa Maria Assunta, l’officina Culturale Luciese e tutti coloro i quali offriranno un contributo tangibile per la buona realizzazione dell’iniziativa.

Carmelo Amato

Barcellonese doc, il giornalismo è la sua ragione di vita. Indistruttibile, infaticabile, instancabile, riesce a essere sul posto “prima ancora che il fatto succeda”. Dalla cronaca nera allo sport nulla gli sfugge. È l’incubo degli amministratori di Palazzo Longano, che se lo sognano anche di notte e temono i suoi video e i suoi articoli nei quali denuncia disservizi e inefficienze e dà voce alle esigenze dei suoi concittadini. Sconfina spesso a Milazzo e dintorni.