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9 luglio 08.02 Braccio di ferro tra Buzzanca ed i sindacati, nota del segretario generale della Cgil Lillo Oceano

Intervento del segretario generale della Cgil di Messina Lillo Oceano sulla frattura in atto tra amministrazione comunale di Messina e parti sociali. 

Dal punto di vista della CGIL, e probabilmente di altre organizzazioni che rappresentano il mondo del lavoro e della produzione,  il bilancio
dell’azione dell’amministrazione Buzzanca, dopo 4 anni, è largamente deficitario. Ciò non significa che non possa aver fatto cose positive, ma più semplicemente che non ha prodotto misure significative e utili in direzione di chi vive di lavoro e di pensione, e di chi un lavoro cerca o un’attività vorrebbe avviare. Niente per sostenere i settori produttivi, né in termini diretti né in termini di programmazione: nulla per il turismo, per la cultura, per l’agricoltura, per le imprese operanti nel territorio o per quelle che chiedevano di farlo, per le energie rinnovabili, per il recupero edilizio e
la messa in sicurezza idrogeologica del territorio e sismica del patrimonio edilizio, pubblico e privato.  Niente per i servizi pubblici, con l’ATM
trascinata da un commissariamento ad un altro senza affrontarne i problemi, sino al tracollo. La Messinambiente -azienda a totale capitale pubblico –
sottoposta ad un travaglio continuo nello scontro con l’ATO 3 per logiche di controllo politico e di spostamento della spesa verso soggetti privati. I
servizi di Welfare mantenuti nella solita logica della clientela e del controllo politico, senza aver migliorato la risposta ai cittadini (si erogano gli stessi servizi dal 1988, mentre la società e i suoi modelli organizzativi si sono tutti trasformati), né la condizione dei lavoratori che continuano a pagare prezzi alti a causa delle connessioni tra soggetti gestori e politica ed alle esigenze del consenso. Sul versante dell’Istruzione, l’amministrazione è stata completamente assente arrivando a spendere ancor meno delle insignificanti risorse stanziate. Per quanto riguarda la Cultura, l’organizzazione dell’unico evento degno di rilievo, la Notte della cultura,  in particolare nell’ultima edizione, ha evidenziato quanto facile sia confondere la cultura con eventi ludici e feste rionali. Al contrario l’assenza, in una città che dovrebbe vivere anche di turismo, di iniziative propriamente culturali per non parlare del mancato sostegno al Teatro V.E., sottolinea il grave errore in cui è incappato il Sindaco decidendo di trannere per sé la relativa delega.Per quanto riguarda le politiche di bilancio non si sono affrontati per tempo i nodi del taglio dei trasferimenti, non si è attrezzata la struttura amministrativa preposta ai tributi – che appare palesemente inadeguata -, non si è intervenuti sui meccanísmi di riscossione né sull’equilibrio della
ripartizione del carico di imposte e tributi comunali che gravano, maggiormente che altrove, su lavoro dipendente e pensioni, e meno, molto
meno che altrove, sulla rendita immobiliare oltre la prima casa. Non si è fatto nulla per combattere la forte evasione fiscale di tributi locali , al
contrario si è recentamente varato (dopo averci provato per anni) un condono tombale che premia gli evasori. Le conseguenze sul versante delle entrate
sono gravi ed evidenti.

A ciò bisogna aggiungere che su qualsiasi tema il Sindaco e la giunta hanno deciso di operare in splendida solitudine, decidendo senza alcun confronto,
senza tenere in alcuna considerazione proposte, idee e suggerimenti, rispondendo con disprezzo ad ogni critica, agendo con presunzione di
autosufficienza, rispetto alle parti sociali ma anche alle altre Istituzioni.

Anche con l’ultima vicenda relativa ad UrbanLab e Messina2020 siamo in presenza di proposte datate, alcune delle quali anche condivisibili che
tuttavia sono state piegate a logiche e interessi particolari (sempre i soliti), invece di costituire una nuova e non banale visione del territorio.
Idee non sempre coererenti, inserite in un contesto precostituito nel quale si continua a consumare suolo senza un progetto strategico capace di mettere insieme assetto urbanistico e sviluppo economico che restano slegati. Contesto al quale si chiede adesione acritica con l’aggravante di un Patto
nel quale il partenariato associativo e sociale si dovrebbe vincolare unilateralmente alle decisioni insindacabili di altri, senza alcuna possibilità di incidere su decisioni e percorsi, né all’atto della sottoscrizione, né in itinere, anche a fronte di modifiche sostanziali sempre possibili da parte dei soggetti proponenti e attuatori.

Un’ ultima considerazione sulle reazioni dell’amministrazione comunale. Sia i toni che gli argomenti usati, sia l’annuncio di andare avanti a
prescindere da tutte le organizzazioni di rappresentanza dei lavoratori e dei datori di lavoro, dimostrano due cose: la constatazione, evidente, che
sono ben chiare e conosciute  le ragioni per le quali queste organizzazioni hanno deciso di non partecipare e di non aderire. E, seconda, come
nonostante la grave rottura, con le principali 19 organizzazioni di rappresentanza sociale, l’amministrazione continui a perseguire con testardaggine la via della solitudine pur di non mettersi in discusssione e mantenere impegni evidentemente già assunti. Di fronte a fratture di siffatta importanza e portata, dovere di una buona amministrazione sarebbe cercare un punto di confronto e di condivisione. Sarebbe inoltre utile interrogarsi sui perché veri, sul  merito delle questioni, possibilmente senza banalizzare tutto con presunte e inesistenti ripicche o, peggio, con interpretazioni in chiave elettorale che non colgono nel segno.

Quando i nodi vengono al pettine non si può sempre dare la colpa al pettine.