Resta sempre aggiornato e seguici sui social, clicca "Mi Piace"

9 gennaio 07.30 Secondo Palazzo di Giustizia, nota di VivaMessinaViva.com

Dopo le dichiarazioni del Presidente dell’Ordine degli Avvocati di Messina Francesco Celona, VivaMessinaViva.com si unisce al grido di allarme in cui versa l’amministrazione della giustizia locale.

“Ad oggi -scrive Ernesto Marcianò, presidente del movimento-, il servizio Giustizia non è reso in modo adeguato ai cittadini messinesi e ciò per molteplici fattori: mancanza di organico di personale di cancelleria, di magistrati, di aule e strutture consone alla celebrazione dei giudizi. A questo si aggiunge come netta conseguenza un forte arretrato di contenzioso, specialmente in ambito civile.

Le varie amministrazioni, che nel tempo si sono succedute, non hanno mai fatto fronte a tale problematica ed ha ragione l’avvocato Celona quando parla di disinteresse da parte della politica.

Come precedentemente osservato, uno dei maggiori problemi consiste nella mancanza di strutture.

A tal proposito caso lampante è quello del Palagiustizia Satellite, in cui, tra l’altro, si rischiano di vedere in fumo 13 mln di euro stanziati dal Ministero competente al fine di individuare una struttura adeguata.

È noto che il bellissimo Palazzo Piacentini, perla architettonica degli anni venti dello scorso secolo, stia ormai letteralmente scoppiando e non sia più adeguato alle mutate esigenze della giustizia. Le altre strutture destinate alla giustizia, poi, sono assolutamente inadatte.

Da circa venti anni si cerca invano di individuare una struttura da supporto al già esistente Tribunale, per la cui realizzazione sono state predestinate le suindicate risorse finanziarie ministeriali (la città non sarebbe gravata di alcun costo)

In tale contesto la precedente amministrazione aveva indetto una gara pubblica per la individuazione di una adeguata struttura immobiliare che presentasse ben definite caratteristiche.

Gara cui è conseguita la ben nota vicenda giudiziaria, conclusasi da ultimo con la Sentenza del CGA che ha annullato

la delibera di assegnazione, stante l’incompetenza della Giunta municipale in favore del consiglio comunale.

Considerato però che il giudice amministrativo, con una solerzia e puntualità senza pari, nella parte espositiva della sentenza è perfino entrato nel merito della procedura, evidenziandone forti irregolarità ci si aspettava dal Commissario Straordinario Croce, che tale procedura, piuttosto che essere rimessa al vaglio del Consiglio Comunale, fosse sospesa in autotutela.

Il problema in oggetto, si inserisce nell’ampio concetto di difesa della cultura della legalità, a cui Viva Messina Viva intende dare il proprio contributo e fare la propria parte per avviare un giusto processo di sensibilizzazione nei confronti della società civile e, soprattutto, politica, rispondendo all’appello lanciato dall’Ordine degli Avvocati di Messina.

A tal proposito, esortiamo, in tempi brevissimi, la costituzione di un tavolo tecnico, composto da operatori del settore giustizia, movimenti della società civile, ed esponenti politici, specialmente della deputazione messinese.

Ciò al fine di individuare una volta per tutte delle concrete soluzioni a tutela della legalità e dei cittadini.

La soluzione più attuale, potrebbe essere individuata nel progetto definito “della Torre”, ovvero un edificio di circa 5 0 6000 metri quadri, tutto sommato corrispondente alla superficie richiesta dal bando di gara, all’interno del cortile di Palazzo Piacentini, il cui vantaggio è dato anche dalla circostanza che tale terreno è demaniale, per cui già a disposizione del Comune; da ciò ne conseguirebbe un iter burocratico più snello.

Sul tale progetto gli organi di vertice della Magistratura messinese si sono espressi favorevolmente.

Tale problematica ha una portata così vasta da interessare migliaia di famiglie i cui componenti quotidianamente prestano la loro attività lavorativa presso il Palazzo Piacentini e gli edifici giudiziari (impiegati, magistrati, forze dell’ordine,  avvocati). Il fenomeno, poi, interessa migliaia di cittadini che tutti i giorni richiedono una risposta dal  servizio giustizia o ne subiscono (anche se il condizionale è d’obbligo) gli effetti”.