9 dicembre 07.30 Servizi sociali, reset! chiede un piano strategico

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Adriana Russo e Alessandro Tinaglia

Nei giorni scorsi reset! ha organizzato un incontro di approfondimento sul tema dei Servizi Sociali a Messina, ennesima emergenza all’ordine del giorno.

“Un’emergenza a due facce -dichiara Alessandro Tinaglia, candidato sindaco di reset!. Da un lato 700 lavoratori il cui posto è a rischio e dall’altro tante persone bisognose che si vedranno private dei loro servizi che, siccome ritenuti a norma di legge “non essenziali”, vengono tagliati con estrema superficialità, senza che chi li effettua si soffermi a pensare all’effetto domino che tale taglio comporta per cittadini, utenti e collettività, e che sono un imprescindibile requisito per una città “civile”. Per bilanciare il quadro mediatico, che pone l’accento più spesso sul dramma dei lavoratori che su quello degli utenti dei servizi sociali, abbiamo chiesto a Dora Torre, educatrice presso il CAG (Centro di Aggregazione Giovanile) di Giostra, di presentare il complesso dei servizi che gli otto centri presenti nel Comune di Messina svolgono. I CAG tolgono dalla ogni anno centinaia di bambini e ragazzi, agiscono su richiesta di scuole, tribunale dei minori e sistema sanitario per prendere in carico tante situazioni a rischio, supportando ed affiancando le famiglie con un’opera che esprime tutti i suoi risultati nel tempo sottraendo persone al circuito penale e prevenendo situazioni di disagio psichico. Un’attività che non può subire discontinuità, perché il risparmio di poche decine di migliaia di euro oggi (tanto costa ogni CAG al comune, anche grazie al basso livello degli “stipendi” percepiti dai professionisti che vi operano) si tradurrebbe in costi incalcolabili per la collettività nel vicino futuro.

Per questo motivo reset! esprime massima condivisione del documento inviato dai dipendenti dei CAG messinesi al commissario Croce, insieme alla solidarietà a tutti i protagonisti del mondo dei servizi sociali della città: lavoratori, anziani, diversamente abili, giovani.

L’intervento di Calogero Emanuele, responsabile provinciale CISL della Funzione pubblica, ha permesso di evidenziare come la situazione attuale sia figlia di responsabilità condivise da tutto l’arco istituzionale, ma che bisogna mettere un punto e ricominciare collocando al centro il servizio e non il sistema delle cooperative che ha generato un mercato distorto, in cui a fare le spese sono spesso stati i lavoratori sulle cui spalle è ricaduta l’inefficienza complessiva del sistema. Emanuele ha evidenziato come esistano fondi relativi a “Piani di Zona” precedenti, di cui oltre 10 milioni di euro sono destinati a Messina. Chiedere lo sblocco di questi fondi al Presidente Crocetta, al fine della contribuzione all’attività dei servizi sociali, insieme ai 5 milioni di euro che sembrerebbero essere stati stanziati dal bilancio comunale.

Emanuele ha ribadito come il metodo dei piani di zona, previsto dalla normativa ed in grado di far arrivare dalla regione risorse per il sistema dei servizi sociali non sia mai stato pienamente utilizzato dal comune di Messina.

Adriana Russo e Alessandro Tinaglia per reset!, hanno illustrato le linee guida della politica del movimento relativamente ai servizi sociali: nel tempo concesso dai fondi che potrebbero essere resi disponibili, avviare tavoli di progettazione tematici in cui coinvolgere tutti gli attori del sistema dei servizi sociali, nello spirito delle norme in materia che prevedono una forte relazione tra gli attori sul territorio: comune, associazioni di volontariato, scuole, parrocchie,sindacati, cooperative, al fine di attuare una progettazione che consenta l’attrazione di fondi sul territorio: un vero e proprio “piano strategico per il sociale”.

Ciò ad esempio consentirebbe di accedere ai fondi del PO FESR SICILIA 2007–2013, Obiettivo operativo 6.1.4: Rafforzare la rete dei servizi di prevenzione e delle attività orientate alle situazioni di maggiore disagio nelle aree urbane, finalizzato alla realizzazione di interventi di natura socio – assistenziale, come di consueto sfruttati in minima parte. Il ruolo dell’Amministrazione Comunale guidata da reset! sarà

quello di intraprendere un percorso finalizzato alla conformazione dei servizi sociali all’assetto giuridico socio – sanitario introdotto con la Legge Quadro n.328/00, la cui finalità è il miglioramento della qualità di vita, la prevenzione, la riduzione e l’eliminazione delle disabilità, il disagio sociale e familiare e il diritto alle prestazioni, superando il concetto assistenzialistico dell’intervento sociale, nel senso di considerare il cittadino non come passivo fruitore, ma come soggetto attivo e in quanto tale portatore di diritti, a cui devono essere destinati interventi mirati alla rimozione di disagio psico-sociale e di marginalità. Dovrà essere quello di supporto e coordinamento dell’azione della comunità,con la progettazione ed attuazione di un sistema di verifica dei risultati in termini di qualità, efficienza ed efficacia; dovrà finalmente attivare lo Sportello unico socio-sanitario previsto dalle norme, centro di una rete informativa mirata ad una idonea informazione all’utenza, affinché diventi consapevole dei diritti e delle provvidenze di cui è titolare, e al raccordo funzionale tra i diversi soggetti componenti la rete del sistema integrato di interventi e servizi sociali. Il comune dovrà occuparsi di accesso ed accoglienza, raccolta di segnalazioni, orientamento e gestione della domanda; attivazione diretta di prestazioni in risposta ai bisogni semplici; avvio della presa in carico; nonché di promuovere e supportare la qualificazione del sistema. Dovrà fare in modo che si possa attingere alle risorse, non ancora quantificate per il prossimo triennio, a disposizione per i piani di zona, in modo che non siano dedicate a progetti occasionali ma che sostengano l’attività quotidiana, consentendo al comune di ridurre la spesa annuale,attualmente circa 10 milioni di euro, a parità di servizi erogati.

Con l’adeguamento alla normativa possono aversi solo benefici: l’esternalizzazione dei servizi alla persona, con il sistema delle gare e delle convenzioni ha generato nel tempo situazioni di mercato protetto, favorendo le posizioni di rendita che hanno progressivamente affievolito la spinta ad un miglioramento continuo della qualità degli interventi. Il superamento di questa situazione renderà il mercato più plurale e competitivo, riportando al centro la qualità dei servizi ed i bisogni del cittadino.

Uno degli strumenti per attuarlo sarà il sistema dei voucher, che trasferiscono risorse alle famiglie anziché agli enti gestori: dal sostegno dell’offerta si passa al sostegno della domanda, modificando profondamente il sistema in quanto il trasferimento monetario dal Comune all’ente erogatore sarà subordinato all’effettiva esecuzione del servizio e non in base a stime ipotetiche di domanda.

Per consentire effettiva libertà di scelta dovrà essere attivo un meccanismo serio di accreditamento degli enti erogatori e di informazione e sostegno degli aventi diritto all’assistenza.

In sintesi quindi il programma di reset!: progettazione mirata all’attrazione dei fondi, da parte di comune e di tutti gli attori del sistema, per il mantenimento dei servizi anche in caso di dissesto; gestione dell’informazione e del sostegno all’utente per la libera fruizione dei servizi offerti sul territorio; controllo e sostegno del miglioramento continuo della qualità dei servizi; sistema dei voucher per centrare l’azione sull’utente e non sugli erogatori; razionalizzazione del sistema per ridurne i costi e gli sprechi.

reset! sottolinea che la parte più importante di qualunque progettazione è la realizzazione del progetto: le precedenti amministrazioni, anche quando capaci di progettare, hanno dimostrato di non essere capaci di portare a compimento quanto pianificato, ad esempio, per restare in tema le azioni per il sociale previste anche nella pianificazione strategica “Messina 2020”.

Da queste premesse discende che il Comune deve rendersi consapevole di essere il principale interlocutore del cittadino per quel che concerne i servizi sociali e della necessità di un salto di qualità dell’intero sistema per vincere la sfida posta dal mutato contesto politico, sociale ed economico. Insomma, abbandonare finalmente il modello delle clientele e adeguarsi ai modelli dei comuni più virtuosi.

Per fare questo sarà necessario uscire dall’emergenza comprendendo, ci riferiamo in particolare al Commissario Croce, come sia poco sensato annullare i servizi sociali in una città allo stremo poiché i costi sociali ed economici dei tagli sarebbero incalcolabili e molto più rilevanti delle eventuali economie”.

 


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