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11 aprile 07.30 Da oggi il film “Aspromonte” di Hedy Krissane nelle sale cinematografiche di Messina

Reduce fuori concorso dal Festival di Berlino e in concorso al RIFF- Rome Indipentend Film Festival 2012 e allo Sciacca Film Festival 2012, approda nelle sale di Messina, il film “Aspromonte. Tutta un’altra storia” del regista tunisino Hedy Krissane. Dopo l’Uci Cinemas, “Aspromonte” sarà  proiettato da oggi e fino al 17 aprile presso la Multisala Iris di Messina.

I protagonisti sono Franco Neri (celebre per “Zelig” in tv), Pier Maria Cecchini e Andrea De Rosa, mentre la sceneggiatura è firmata dagli stessi Cecchini, Neri e Krissane. Fanno parte del cast Mariapia Calzone, Umberto Procopio, Giacomo Celentano, Pino Torcarsio, Viviana Porro, Silvia Squizzato. Le musiche sono di Peppe Voltarelli. La direzione della fotografia di Filippo Arlotta.

Il soggetto è del docente Tonino Perna dell’Università di Messina. “Quando ero presidente del Parco nazionale dell’Aspromonte -ha dichiarato Perna- mi è venuto in mente di proporre una visione differente di un patrimonio paesaggistico e naturalistico così poco conosciuto e così bello, spesso oggetto di pregiudizi. Anche se i sequestri sono finiti nel ’92, si continua infatti ad associare l’Aspromonte con queste azioni criminali.

Grazie all’incontro con Krissane  tunisino che si è formato dapprima come attore all’Accademia d’arte drammatica, si è sviluppato un progetto cinematografico che ha visto il grande coinvolgimento di bravissime maestranze siciliane e calabresi. Sul modello piemontese e calabrese, anche in queste terre le Film Commission potrebbero funzionare benissimo- continua il docente”.

La produzione  è di una società di comunicazione, Publiglobe, nata a Reggio Calabria, e la distribuzione è di Red Film Sales, Cineclub International e Publiglobe. “Il risultato – sottolinea Perna – come le critiche favorevoli e i riscontri del pubblico sembrano evidenziare, dopo le presentazioni a Roma, a Milano e all’estero, è una commedia divertente che ribalta i luoghi comuni e che valorizza scenari straordinari senza nascondere i problemi e senza limitarsi a fare solo uno spot”.

Il film gioca sull’equivoco iniziale del rapimento e sui pregiudizi del Nord nei confronti del Sud e in particolare rispetto all’Aspromonte, ancora oggi ricordata come la montagna dei sequestri di persona, anche se sono finiti da vent’anni.