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11 aprile 07.30 Stamane l’ultima lezione di Storia dell’Europa moderna alla Stazione meteorologica dell’Aeronautica militare

Finisce all’Osservatorio il ciclo di lezioni di Storia dell’Europa moderna (Corso di laurea magistrale in Scienze storiche). Le ultime tre ore di lezione alla Stazione meteorologica dell’Aeronautica militare, con relativa visita guidata, chiudono il corso intitolato: “Che tempo che faceva. Storia del clima dal Mille al Duemila”.

“Non ci poteva essere più degna conclusione -spiega il professor Giuseppe Restifo- grazie alla disponibilità e alla cortesia del comandante della Stazione Giovanni Cavaliere e di tutto lo staff, che mette a disposizione tutte le sue competenze. Oggi l’appuntamento quindi per gli studenti non è in aula, ma all’Osservatorio, al numero 16 di viale Regina Margherita alle 10.30. Alla chiusura del corso parteciperanno anche Elina Gugliuzzo e Giuseppe Martino.

Naturalmente la parte principale della visita guidata sarà svolta dai responsabili dell’Osservatorio meteorologico, a sua volta stazione collegata con il Centro nazionale di Meteorologia e Climatologia Aeronautica, con sede a Pratica di Mare. Sarà così possibile conoscere strumentazioni e modalità di rilevazione di decisivi elementi meteorologici, come il meteo marittimo, le precipitazioni giornaliere, le medie climatologiche mensili, le temperature, l’evoluzione delle nubi sulle montagne, la durata dell’insolazione, ed altro ancora. Tutti i fenomeni atmosferici e climatologici sono saliti alla ribalta in questo tempo di “global warming” e in maniera rilevante anche a livello locale: siamo alla punta avanzata di una storia “glocale” e Messina è un punto d’osservazione particolarmente privilegiato, nel bene e nel male.

Anche la localizzazione dell’Osservatorio si presta a considerazioni sulla storia di Messina: in quel punto sorgeva il forte dell’Andria, nell’ambito del circuito delle mura cinquecentesche, punto fortificato sopra il bastione S. Vincenzo con una aperta visuale su tutta la costa Nord del territorio messinese. Qualche brandello di quel forte, noto anche per i fatti del 1848, rimane nel sito, a testimonianza di frammenti della storia cittadina”.