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9 agosto 11.27 “Mobilitiamo Messina”, a ottobre manifestazione contro i tagli FS

 Il movimento Mobilitiamo Messina, del quale fanno formalmente parte  sindacati, associazioni, partiti, movimenti – ADIS, API, CGIL, CIRCOLI SOCIALISTI, COMITATO PENDOLARI STRETTO, CONFAPI, DIMENSIONE TASPORTI, FAST, FED. VERDI, FEDERCONSUMATORI, FILLEA-CGIL, FILT-CGIL, IDV, L’ALTRA CITTA’, LEGA SICILIANA AUTONOMIE, LEGACOOP, MPLI, ORSA, ORSA TRASPORTI, PD, PRC, SEL, SUNIA, UGL, UGL TRASPORTI – nato contro la progressiva e  insistente opera di dismissione e tagli  di Fs dalla Sicilia e da Messina,  pubblica il proprio Manifesto con obiettivi, scadenze e impegni e annuncia per il prossimo ottobre una grande mobilitazione provinciale.
Modificare il piano degli investimenti nazionale di Fs riportando risorse e impegni nel Mezzogiorno e nello specifico in provincia di Messina: una rete ferroviaria moderna e tecnologicamente avanzata ( completamento del raddoppio delle tratte Patti – Castelbuono e Giampilieri – Fiumefreddo) ;  adeguamento progettuale della Messina – Palermo e della Messina – Catania; innovo e potenziamento della flotta navale pubblica per garantire il traghettamento ferroviario e assicurare pluralismo nel gommato;  nuovo sistema di collegamento passeggeri intermodale nell’Area dello Stretto di Messina per i pendolari e i viaggiatori e i collegamenti tra stazioni ferroviarie, aeroporto e realtà urbane dell’area; ripristino dei treni a lunga percorrenza con particolare riguardo al servizio notte; -rinnovo delle vetuste carrozze ferroviarie utilizzate del mezzogiorno;  ripristino del trasporto merci, nell’isola e da e per il continente; Politiche di sostegno alla conversione trasporto merci da gommato al sistema trasportistico su rotaia; presenziamento delle stazioni ferroviarie; Ripristino dell’offerta di trasporto ferroviaria e corrette politiche di commercializzazione delle prenotazioni e della fruibilità dei treni; e, in particolare alla Regione Sicilia, una Legge organica di settore sui Trasporti e la stipula del contratto di servizio con FS con un contestuale piano di investimenti. Queste le richieste nodali del Manifesto nel quale si sottolinea come il nuovo Piano industriale 2011 – 2015 di FS annunciato nei giorni scorsi prevede un impegno complessivo di 27 miliardi di euro di cui solo il 2% destinato alla Sicilia.
Ma oltre a Fs, nel manifesto si attaccano duramente non solo il Governo nazionale –che  detiene il 100% delle azioni di Fs- che ha privilegiato il nord del paese rispondendo a logiche politico-clientelari, sia la politica locale di maggioranza, il Sindaco Buzzanca, il Presidente della provincia, i Parlamentari di maggioranza che nella logica del legame con  la maggioranza di governo, non hanno saputo e voluto difendere il proprio elettorato. “Alle denunce si è risposto organizzando tavoli inconcludenti  con amministratori locali, con commissioni consiliari, persino con il Ministro, si sono proposti scambi irreali tra tagli alla lunga percorrenza e trasporto regionale. Ma dai tavoli non è venuto nulla: Sindaco, Presidente della provincia, parlamentari di maggioranza difendevano e difendono il loro scranno, non gli interessi dei messinesi”, attacca duramente il Manifesto che prosegue  “Al Sud  si cancellano tutte le infrastrutture strategiche, si depredano i fondi FAS, destinandone le risorse verso le esigenze delle regioni settentrionali e delle clientele politiche, negando persino le risorse necessarie alla ricostruzione e messa in sicurezza delle aree colpite dalla tragica alluvione del 1 ottobre 2009 e dagli eventi calamitosi di marzo 2010”.
Nel Manifesto trova spazio anche il Ponte sullo Stretto unico progetto lasciato al Sud, che non può rappresentare l’alternativa alla realizzazione dell’Alta Velocità ferroviaria da Salerno a Reggio Calabria e alla realizzazione in Sicilia di una rete ferroviaria moderna e veloce. “Lo stesso tetto di spesa imposto per le opere connesse e compensative, previsto in Finanziaria, fissato al 2% del costo complessivo del manufatto, dovrebbe far riflettere sulla circostanza che la realizzazione del Ponte possa essere volano di sviluppo”,
In conclusione il Manifesto annuncia una serie di iniziative sul territorio – assemblee, incontri, Odg congiunti nei consigli comunali provinciale e regionale, divulgazione materiale informativo, in preparazione di una grande mobilitazione di massa in difesa del sistema trasportistico e più in generale del futuro economico e occupazionale nella nostra area che si terrà il prossimo Ottobre.  “Pensiamo si possa ancora fare un tentativo per difendere un sistema di trasporto degno di un paese civile, coinvolgendo i cittadini in una partecipata mobilitazione delle coscienze con lo specifico obiettivo di chiedere esplicitamente trasporti e sviluppo, per rivendicare il diritto alla continuità territoriale, infrastrutture capaci di supportare le imprese, i servizi e il vivere civile”