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9 marzo 08.47 “I doppi Caravaggio”, prorogata la mostra fino al 20 marzo

Le visite guidate alla mostra “I doppi Caravaggio: il mistero dei due S. Francesco in meditazione”, allestita al Palacultura, sono state prorogate fino al 20 marzo, da lunedì a domenica, dalle ore 9 alle 13 e dalle 15,30 alle 19. Lo Staff “Notte della Cultura”, in collaborazione con la Soprintendenza ai Beni Culturali di Messina, cura l’organizzazione di visite guidate comprese quelle disposte dal sindaco, on. Giuseppe Buzzanca, per gli istituti scolastici di Messina e provincia. L’opera doppia, due tavole ad olio assolutamente identiche se non per qualche sfumatura di colore, è il caso di “doppio” da più lungo tempo dibattuto negli studi su Michelangelo Merisi, detto il Caravaggio (Milano 1571 – Porto Ercole 1610). I due esemplari della chiesa di San Pietro a Carpineto Romano, in provincia di Roma, (in deposito alla Galleria Nazionale d’Arte Antica di Palazzo Barberini a Roma – olio su tela, cm 128,2 x 97,4 – e di Santa Maria della Concezione, chiesa dei Cappuccini in via Veneto – olio su tela, cm 130 x 98), sono stati oggetto di indagini diagnostiche effettuate nel 2000 dalla stessa Rossella Vodret, che ha evidenziato come dalle analisi sia “emerso che nel San Francesco di Carpineto sono presenti non solo una serie di pentimenti compositivi nella esecuzione del dipinto (del tutto assenti invece nell’esemplare della Concezione), ma, soprattutto, una tecnica esecutiva – nella preparazione e nella costruzione della figura – del tutto analoga a quella riscontrata in altre opere di Caravaggio ed alla quale è invece completamente estranea quella della tela romana. La differenza sostanziale tra i due dipinti è tuttavia nella realizzazione complessiva delle figure: addolcito, ‘piacevole’, illuminato da una luce calda, che tornisce le forme il San Francesco della Concezione; aspro, duro, essenziale, invece, l’originale caravaggesco, sfiorato da una luce livida e tagliente”. Il “San Francesco in meditazione” è stato custodito per secoli, ignorandone l’autore, nella chiesa francescana di San Pietro Apostolo di Carpineto. Il quadro, nel 968, fu notato dalla storica dell’arte Maria Luisa Brugnoli, la quale suppose che quell’opera poteva essere attribuita quasi certamente al Caravaggio. A Roma, nella chiesa dei Cappuccini in via Veneto, era custodita un’opera apparentemente identica, che per decenni ha tenuto in dubbio gli esperti. Dopo analisi particolari, raggi x, esami stratografici, si è giunti alla certezza che la tela di Carpineto è quella realizzata da Caravaggio, negli ultimi quattro anni della sua tormentata esistenza. L’evento espositivo di Messina è reso possibile dal Fondo Edifici di Culto del Ministero dell’Interno, che ha concesso in prestito le opere.