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8 maggio 18.11 Anniversario Impastato, Alfano (IDV): “I giovani prendano esempio da lui”

“Ricordare un giovane come Peppino Impastato suscita sempre il desiderio di appellarsi ai giovani e chiedere loro di scegliere da che parte stare. Peppino ebbe il coraggio di ribellarsi e pagò con la sua stessa vita la voglia di libertà e di giustizia, e oggi più che mai la Sicilia e l’Italia hanno bisogno di ragazzi e ragazze che come lui rifiutino di vivere nell’olezzo mafioso”.

Così Sonia Alfano, responsabile nazionale del dipartimento Antimafia di Italia dei Valori e presidente dell’Associazione Nazionale Familiari Vittime di Mafia, ricorda il giovane giornalista ucciso dalla mafia il 9 maggio del 1978.

Poi la Alfano fa riferimento all’eventuale riapertura delle indagini: “Potrebbe essere l’occasione per fare chiarezza sugli evidenti depistaggi operati a seguito dell’uccisione di Peppino. Ricordo che fu l’allora maggiore Subranni, padre dell’attuale portavoce del ministro della Giustizia Alfano e nel novembre scorso iscritto nel registro degli indagati dalla procura di Palermo per concorso esterno in associazione mafiosa, nel rapporto sul decesso di Impastato, a scrivere ‘in conseguenza di un attentato terroristico compiuto dallo stesso’, ed è su elementi come questo che andrebbe ricostruita la verità dei fatti”.

“Ricordare un giovane come Peppino Impastato suscita sempre il desiderio di appellarsi ai giovani e chiedere loro di scegliere da che parte stare. Peppino ebbe il coraggio di ribellarsi e pagò con la sua stessa vita la voglia di libertà e di giustizia, e oggi più che mai la Sicilia e l’Italia hanno bisogno di ragazzi e ragazze che come lui rifiutino di vivere nell’olezzo mafioso”.

Così Sonia Alfano, responsabile nazionale del dipartimento Antimafia di Italia dei Valori e presidente dell’Associazione Nazionale Familiari Vittime di Mafia, ricorda il giovane giornalista ucciso dalla mafia il 9 maggio del 1978.

Poi la Alfano fa riferimento all’eventuale riapertura delle indagini: “Potrebbe essere l’occasione per fare chiarezza sugli evidenti depistaggi operati a seguito dell’uccisione di Peppino. Ricordo che fu l’allora maggiore Subranni, padre dell’attuale portavoce del ministro della Giustizia Alfano e nel novembre scorso iscritto nel registro degli indagati dalla procura di Palermo per concorso esterno in associazione mafiosa, nel rapporto sul decesso di Impastato, a scrivere ‘in conseguenza di un attentato terroristico compiuto dallo stesso’, ed è su elementi come questo che andrebbe ricostruita la verità dei fatti”.