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7 marzo 17.54 Dismissione Gruppo FS, la Cisl: “I parlamentari si attivino”

“Prendiamo atto della rinnovata disponibilità del sindaco Buzzanca, ma ricordiamo che da due anni si è assunto l’onere, la responsabilità e l’impegno di sollecitare il ministro Matteoli e il Governo sulla dismissione di Rfi. Il risultato è sotto gli occhi di tutti quindi o il sindaco non è stato abbastanza incisivo o il governo nazionale sta avallando le scelte del Gruppo di Ferrovie dello Stato”. Il segretario generale della Cisl di Messina Tonino Genovese e il segretario provinciale della Fit Cisl Vincenzo Testa commentano così i lavori della seduta pubblica del Consiglio comunale sulla vertenza stretto.
“Questo la dice lunga sulla reale valutazione della portata del problema e di quale considerazione viene riservata a questo territorio” affermano Genovese e Testa che aggiungono come “il mantenimento dell’attività di Ferrovie dello Stato sul nostro territorio, snodo per la Sicilia, non è solo un problema occupazionale. È anche quello – sottolineano – ma è soprattutto un problema che incide fortemente sui livelli di civiltà e di sviluppo dell’intera regione”.
Il segretario generale della Cisl messinese sottolinea come quello della vertenza stretto “non è un problema di difesa campanilista di un territorio ma ci piacerebbe che, anche per questa materia come per la tutela idrogeologica, i parlamentari ‘nominati’ in questo territorio, appartenenti a tutte le forze politiche, si unissero in un’unica voce e formassero un unico gruppo di pressione a tutela degli interessi del nostro territorio”.
“Ormai – aggiunge Testa – sembra di essere giunti all’epilogo. Se il Consiglio comunale di oggi non sarà seguito da una forte presa di posizione della classe politica messinese nei confronti del ministro Matteoli prima e dell’ad di Fs Moretti poi, a giugno potremo scrivere la parola fine per i treni a lunga percorrenza e per il settore cargo. Gli incentivi del Governo per il trasporto su gomma, circa 700 milioni per il 2011, hanno spostato sulle strade circa 8% delle merci da e per la Sicilia che prima viaggiavano su linea ferroviaria. Così, non basta più Tremestieri e non basta più la rada S. Francesco”.
E, secondo la Fit Cisl, Messina paga un prezzo altissimo perché i risultati degli ultimi provvedimenti con il fermo di una nave a partire da questa notte e con il quasi azzeramento dei treni cargo ha provocato l’aumento considerevole di tir nel centro città.
“Saremo vigili – conclude Testa – nel verificare se verranno mantenuti gli impresi presi oggi con i lavoratori e con le parti sociali per mettere fine a questa pericolosissima deriva”.