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7 marzo 16.21 La Cgil di Messina ha ricordato del vittime della protesta del 1947

Il poeta Antonio Cattino

Anche quest’anno la Cgil di Messina ha voluto ricordare con la deposizione di una corona di garofani le tre vittime del fatto di sangue avvenuto il 7 marzo del 1947 davanti alla Prefettura di Messina.

Lo scontro avvenne durante uno sciopero cittadino contro l’aumento del prezzo dei generi di prima necessità e contro la mancata applicazione del Contratto nazionale dell’industria.

“Un episodio buio del dopoguerra siciliano e della storia della nostra città che sta a ricordare quanto difficile e affatto indolore fu il passaggio dalla dittatura alla democrazia, dalla guerra alla ricostruzione -commenta Lillo Oceano, segretario generale della Cgil di Messina”.

Le cronache del tempo raccontano infatti che all’improvviso l’esercito aprì il fuco sulla folla ( alcuni organi di informazione sostengono al grido di “Viva i Savoia”) ferendo oltre 30 persone e uccidendone tre: il commerciante di calzature Giuseppe Maiorana di 41 anni,

il manovale Biagio Pellegrino di 34 anni e l’operaio Giuseppe Lo Vecchio di 19 anni.

Nel 1986 il Comune di Messina fece porre una lapide davanti alla Prefettura in memoria delle tre vittime e di quei fatti e da allora la Cgil di Messina ricorda quei fatti e depone dei fiori affinché la memoria non sbiadisca.

“Nell’Italia che ancora doveva metabolizzare la fine della guerra, della monarchia e il ritorno alla democrazia, si manifestava  per il pane e per la libertà -osserva il segretario generale della Cgil Lillo Oceano. Una storia che si ripete ancora e che ancora troppo spesso vede il potere cercare di far tacere la voce di chi esprime disagio, chiede diritti e libertà. Ricordare questi fatti, ricordare chi è morto lottando per migliori condizioni di vita è un dovere per il sindacato e un insegnamento che non dobbiamo perdere”.

Commozione nel corso della cerimonia sia per la presenza di un discendente di una delle vittime che per l’applaudita recita del componimento in siciliano “7 marzo du ‘47” del  poeta messinese Antonio Cattino.