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7 marzo 10.00 La Cgil ha ricordato i tre morti delle violenze dei moti del 1947

Ricorre oggi il 65° anniversario degli incidenti verificatisi davanti alla Prefettura di Messina nel 1947 durante una manifestazione cittadina per il pane e il lavoro che si concluse con l’uccisione da parte delle forze dell’ordine di tre cittadini.
La manifestazione era stata indetta contro l’aumento delle imposte per i generi di prima necessità e contro la mancata applicazione del contratto nazionale che stabiliva un aumento delle retribuzioni del 15% ma le forze dell’ordine fecero fuoco sulla folla – qualche organo di informazione del tempo riporta “al grido viva i Savoia”- ,uccidendo tre persone: il commerciante di calzature Giuseppe Maiorana di 41 anni, il manovale Biagio Pellegrino di 34 anni e l’operaio Giuseppe Lo Vecchio di 19 anni.
Oggi, nel 65° anniversario della strage, una delegazione della Cgil di Messina guidata dal segretario generale della Camera del lavoro Lillo Oceano ha reso omaggio alle vittime di quell’episodio che ha segnato la storia delle lotte dei lavoratori nella nostra provincia deponendo dei fiori sulla lapide posta davanti alla Prefettura.
“C’è un filo che collega i fatti del ’47 con le manifestazioni che ancora oggi portano la gente in piazza a chiedere attenzione ai bisogni primari, al lavoro, ai giovani, alla giustizia sociale- osserva Lillo Oceano, segretario generale della Cgil di Messina-. L’aumento esponenziale della cassa integrazione e della disoccupazione segnalate in queste ore insieme all’aumento dei prezzi di generi base nella vita delle persone, dal carburante alla salute, e i gesti disperati di tante persone che non hanno più risorse per reagire, segnalano una nuova stagione di grandi difficoltà per il nostro Paese, per la gente comune. Il sindacato non può lasciare che a pagare siano sempre gli stessi e continuerà a chiedere al Governo una più equa distribuzione dei sacrifici”.
Attraverso il gesto simbolico della deposizione dei fiori, la Cgil di Messina  intende alimentare la memoria di quei fatti e il loro significato storico. “La storia ci insegna che le conquiste di libertà, dei diritti , di giustizia sociale passano dalle lotte dei lavoratori e dei cittadini. Oggi come allora”.