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7 febbraio 13.18 Accordo su formazione edili, nota di Pippo Rao (PD)

Dopo l’annuncio di qualche giorno fa dell’accordo tra Provincia, Ordine degli ingegneri ed Associazione nazionale costruttori edili (ANCE) per la formazione delle maestranze in merito ai lavori della costruzione del Ponte sullo Stretto, il sottoscritto consigliere provinciale del PD, Pippo Rao, ha avviato un’azione ispettiva per comprendere i termini dell’accordo e visionare eventuali atti amministrativi in merito. Bene, da tutto ciò si è scoperto che non esiste nulla di ufficiale! I dipartimenti interessati da una iniziativa di tal genere non ne sanno nulla, l’Assessorato al Lavoro ed alla Formazione non ne sa nulla.

Ma allora perché fare sparare tale annuncio? Forse perché si vuole alimentare la logica dell’aspettativa e del drammatico bisogno di lavoro che per molti giustifica l’opera? Forse perché iniziano le grandi manovre attorno alla gestione dell’opera? O forse, più semplicemente, perché alla Provincia di Messina si esercita la politica degli annunci che consente di catturare per qualche

giorno visibilità sugli organi d’informazione per fare dimenticare all’opinione pubblica il vuoto di concrete azioni politico-amministrative che possano dare respiro all’asfittica economia sociale del nostro territorio.

Ma gli annunci hanno le gambe corte ed aspetti così importanti meriterebbero di essere trattati con serietà, coinvolgendo magari tutte le forze sociali e rendendo soprattutto trasparente il percorso. In molti speriamo che l’opera non si faccia mai, convinti però che attorno all’operazione ponte ruoteranno molteplici interessi, di vario genere e di vario titolo, al di là della reale volontà di realizzazione dell’opera, anche in barba alla buona fede di chi ci crede e ci spera nel Ponte e questo richiederà un’attenta vigilanza ed un rigido controllo, cominciando dagli annunci! Il terrore di un processo che inizi solo per avvantaggiare alcuni senza la possibilità che si concluda dovrebbe imporre anche a chi è a favore del ponte di mobilitarsi a tale proposito, perché la beffa sarebbe grande ed il danno non riparabile”.