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7 febbraio 11.36 Taglio collegamenti isole minori, i sindacati attivano le procedure di raffreddamento

La Regione taglia i collegamenti con le isole minori ed i sindacati attivano le procedure di raffreddamento, primo passo verso lo sciopero vero e proprio. In una lettera inviata al presidente Lombardo, ai sindaci interessati ed agli armatori Cgil, Cisl e Uil sottolineano che “nell’incontro dello scorso 3 febbraio circa il taglio dei collegamenti marittimi con le isole minori, che la Presidenza della Regione Siciliana ha attivato dietro la richiesta congiunta di sindacati, sindaci ed operatori economici, è emerso in tutta la sua gravità che la riduzione delle risorse è addirittura del 43% del fabbisogno e che è stata disposta, solo per questo settore, nell’attuale esercizio provvisorio, producendo quindi effetti già dallo scorso mese di gennaio.

Nonostante il fabbisogno delle risorse dell’assessorato trasporti, soltanto per onorare i contratti di servizio già stipulati l’anno 2012, sia di ben  101 milioni, l’apposito capitolo di spesa è infatti stato portato a soli 55 milioni, e non vi è nulla invece per bandire a gara gli altri contratti in scadenza.

Sappiamo che le ultime due manovre economiche del Governo Berlusconi hanno inferto alla Sicilia un taglio sul totale dei trasferimenti di 1 miliardo e 400 milioni, ma non comprendiamo secondo quale logica il Governo Regionale abbia deliberatamente deciso di colpire, in maniera così dura e preliminarmente, un settore essenziale per la sopravvivenza di quei territori.

I trasporti marittimi sono l’unico ed insostituibile strumento di mobilità di persone e merci per le isole minori e la loro riduzione agisce da vero moltiplicatore nell’economia ed incide sui bisogni

primari, facendo si che all’obiettivo del contenimento della spesa che in questo modo si vorrebbe raggiungere, si contrapponga anche quello della mancata crescita e del peggioramento dell’offerta turistica.

Un così forte taglio della spesa per i servizi marittimi, produrrà nell’immediato la riduzione del numero dei collegamenti e l’impossibilità da parte dell’assessorato di corrispondere alle società quanto loro dovuto in forza del contratto di servizio sottoscritto, cosicché i lavoratori marittimi sprovvisti di ammortizzatori sociali, si divideranno a loro volta tra chi perderà il posto di lavoro e chi non riceverà la normale retribuzione.

Non vi sono in bilancio le somme sufficienti per pagare i contratti correnti, né quelli per espletare le gare dei contratti in scadenza, e ciò, ad appena un anno dalla scadenza degli altri contratti, e dopo l’impegno di fideiussione della Regione Siciliana per l’operazione Siremar, fa presagire che l’intenzione sia proprio quella di cassare l’intero capitolo dei servizi integrativi, puntando così ad espellere le società interessate ed a determinare un vero scontro tra lavoratori.

Gli armatori privati potranno pure ridurre il numero di corse ma gli basterà un contenzioso legale per recuperare, magari più avanti, quanto loro dovuto in forza dei contratti di servizio, cosicché la Regione Siciliana non solo non risparmierà nulla ma dovrà pagare per giunta le penali, e ad essere colpiti resteranno quindi solo i lavoratori e le comunità isolane.

Chiediamo pertanto l’immediato ripristino delle somme necessarie nei capitoli di spesa e preannunciamo in caso contrario il ricorso ad incisive azioni di protesta.

La presente vale come avvio della procedure di raffreddamento previste dalla vigente normativa”.