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7 dicembre 11.29 Dissesto Comune, il PD: “Azioni concrete e non scuse”

Nota del PD dopo le dichiarazioni del sindaco Buzzanca sulla situazione economica dell’amministrazione comunale. 

“Comprendiamo il nervosismo del Sindaco di Messina -commenta Peppe Grioli, segretario cittadino del PD- che invece di spiegare come intende portare fuori dalle secche la città, annuncia una conferenza stampa “operazione verità” per spiegarci cosa è successo dal 1994 ad oggi. I Messinesi hanno eletto un Sindaco, non uno storico o un cronista. Pertanto lo sollecitiamo ancora  a presentare alla città le azioni strutturali concrete che bisogna prendere con urgenza, Con le falsità non potrà uscire da questa esperienza amministrativa in modo dignitoso. Chiariamo innanzitutto che dal 1998 ad oggi (12 anni) il centrodestra ha governato per dieci anni pieni mentre il centrosinistra per un periodo di 20 mesi. Nel 2008 i cittadini hanno eletto di misura Buzzanca che si era presentato con lo slogan del governo amico. Oggi il governo amico del Sindaco per fortuna non c’è più dopo aver lasciato il  Paese ad un passo dal baratro. A poche settimane dall’insediamento del governo Monti  per Messina sono stati sbloccati i fondi per le zone alluvionate e quelli per la ristrutturazione del padiglione 6 dell’Ospedale Piemonte. Non chiacchiere o rassicurazioni di rito. Per tornare alle vicende locali, in questi quattro anni al Comune si è inaugurata la stagione dei plenipotenziari Buzzanca e Ruggeri, degli Assessori commissariati e circondati da esperti nominati dal sindaco, dei  dirigenti spostati frequentemente senza alcuna razionalità e senza risultati. Abbiamo documentato l’incapacità di governare il settore dell’entrate dagli accertamenti TARSU, alla COSAP, dalla gestione della vendita degli alloggi di proprietà del Comune al recupero crediti dell’Ente.

Altre falsità sulla gestione di Messinambiente e ATM.

Il Sindaco da un anno e mezzo rinvia l’assemblea di Messinambiente altalenando tra annunci di liquidazione e di ricapitalizzazione. Ad agosto 2010 si consuma la rottura con Dalmazio sulla vicenda degli impianti di trattamento e differenziazione dei rifiuti sui quali la Giunta aveva deliberato positivamente e rispetto ai quali Messinambiente aveva progettato espropriato terreni e ottenuto Fideiussioni. Contestualmente l’ATO ME 3 guidata illegittimamente dall’altro plenipotenziario Ruggeri pubblica due bandi consecutivi per affidare il servizio a privati alimentando controversie legali tra Ato e Messinambiente. 

Ricordiamo le nostre proposte:

Abbiamo portato avanti una battaglia finalizzata alla trasformazione di Messinambiente in una società mista al fine di individuare un socio privato in grado di fare gli investimenti necessari per realizzare impianti moderni e rilanciare a Messina la raccolta differenziata. Abbiamo chiesto con atti formali che l’Ato Me 3 concentrasse tutti i servizi igienico-ambientali in capo a Messinambiente al fine di evitare sperpero di risorse e ottenere efficienza nei servizi. Secondo le nostre stime questo progetto avrebbe comportato l’emancipazione di Messina dalla discarica di Mazzarrà S.Andrea ed un risparmio di circa 10 mln di euro l’anno. 

Sull’ATM l’Amministrazione Comunale dopo tre commissariamenti dell’ azienda speciale si presenta con un foglio di carta dove si chiede al Consiglio Comunale di approvare la liquidazione.(delibera ritirata due volte). Nell’incontro a Palermo tra Comune, Sindacati e dirigente generale Falgares la Regione sollecitava per l’ennesima volta il Comune a presentare un piano industriale di rilancio e trasformazione dell’ATM in S.p.a. Il Comune ha perso ogni credibilità nei confronti della Regione e a differenza di Catania qui siamo fermi senza prospettiva di rilancio del trasporto pubblico locale. 

Ricordiamo le nostre proposte:

 Un piano di governance della trasformazione dell’azienda in S.p.a. prevedendo una ricognizione di tutti gli immobili del Comune e dell’Atm funzionali e pertinenti alla mobilità urbana, una proiezione del personale, verificando le unità prossime alla pensione, quelle che si possono formare e convertire per altre funzioni, avviare un processo di internalizzazione di servizi oggi esternalizzati dall’azienda trasporti (ES. MANUTENZIONE TRAM). Tutto questo necessita un piano industriale a dieci anni che includa anche  il reperimento di nuovi bus condizione indispensabile per garantire un servizio dignitoso ed assicurare il rimborso dei chilometri percorsi da parte della Regione in misura superiore rispetto allo standard attuale. La presenza del privato appare indispensabile per rilanciare il servizio. 

Respingiamo al mittente le mistificazioni del Sindaco. Messina è diventata la città dei servizi pubblici fai da te. La città dove i cittadini devono pulirsi le spiagge, scerbare le strade, fare le strisce orizzontali. Una città che ha visto nove proroghe dei servizi sociali senza alcun approccio di analisi dei bisogni che risale a venti anni fa.

In attesa che il Sindaco presenti l’ “Operazione verità” rivolta al passato, il Partito Democratico sta lavorando alla Conferenza Programmatica Cittadina  che guarda al futuro della nostra Città”.