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7 dicembre 09.48 Immigrazione, Alfano (IDV): “La Corte di Giustizia UE sconfessa l’Italia sulla reclusione degli irregolari, serve una nuova legge”

“La Corte di giustizia Ue, sulla base di un ricorso francese, ha stabilito che il diritto dell’Unione non ammette una normativa nazionale che consenta la reclusione di un cittadino di un paese terzo in soggiorno irregolare, cioè un cittadino in attesa di rimpatrio. Questa decisione sconfessa anche l’Italia, Paese nel quale c’è evidentemente una precisa volontà di continuare a produrre clandestinità”.

Lo ha detto Sonia Alfano (IdV), membro della Commissione LIBE al Parlamento Europeo, commentando la sentenza della Corte di giustizia UE sulla reclusione dei clandestini in attesa di rimpatrio.
“La legge Bossi-Fini, che prevede l’arresto per gli stranieri già colpiti dal decreto di allontanamento dal territorio nazionale entro 5 giorni, infatti – ha sottolineato l’eurodeputata – è incompatibile con la direttiva europea sui rimpatri (2008/115/CE). L’Europa ha stabilito il rimpatrio vol ontario: si tratta di un periodo fino a 30 giorni per consentire all’immigrato di tornare al suo paese. Se l’immigrato dovesse scegliere quest’opzione, l’Italia non potrebbe imporre un termine inibitorio del reingresso, mentre invece al momento gli immigrati espulsi non possono tornare in Italia per almeno 10 anni. Ci sono poi norme sulla privazione della libertà che prevedono una detenzione massima di 1 anno e mezzo, mentre alcune norme contenute nella Bossi-Fini portano a detenzioni tra i 3 e i 5 anni in caso di mancata esecuzione dell’allontanamento. L’Italia però – ha proseguito – non ha mai recepito la direttiva europea e questo, oltre a rendere più complicata la gestione degli immigrati irregolari, crea confusione nei tribunali”.
“Servono nuove politiche dell’immigrazione, rispettose delle norme comunitarie e dei diritti umani, ed una nuova legge che regolamenti i rimpatri” ha conclu so.