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6 settembre 12.24 Bluferries, Fit Cisl Sicilia boccia la nuova società FS

“Così com’è, non può trovarci d’accordo e dovrà essere necessariamente modificata”. Il segretario generale della Fit Cisl Sicilia, Amedeo Benigno boccia la proposta inviata nei giorni scorsi da Rete Ferroviaria Italiana relativa al trasferimento di ramo d’azienda alla nuova società Bluferries, che dovrebbe a partire il prossimo 1 ottobre e occuparsi del trasporto marittimo di passeggeri e veicoli tra Sicilia e Calabria. Il segretario regionale della Federazione Trasporti della Cisl rileva come “pur accettando in linea di principio la necessità di ottemperare alle normative antitrust in materia di imprese che operano nella gestione dei servizi di interesse economico generale, è da ritenere inaccettabile il tentativo posto in essere nella circostanza da RFI che, approfittando dell’esigenza di ottemperare ai dettami della legge 287 del 1990, vorrebbe creare un pericolosissimo precedente che in futuro potrebbe mettere in discussione tutto il sistema normativo che regolamenta il comparto della mobilità dell’intero paese”.

Il segretario della Fit siciliana Benigno evidenzia anche l’atteggiamento di RFI, “che non perde occasione per assestare un altro colpo al sistema di attraversamento pubblico nello stretto di Messina, dove già è rimasto poco. Il progetto presentato – sostiene Benigno – prevede un taglio dell’organico dei ferrovieri che operano sullo stretto di  ulteriori 82 unità, modificando la loro condizione giuridica attraverso criteri di selezione quanto meno discutibili e depotenzia la struttura  in un momento in cui le condizioni economiche generali del paese rendono più difficili l’avvio dei lavori del ponte sullo stretto”.

Per la Fit Cisl Sicilia l’esigenza di ottemperare alle normative antitrust, se utilizzata in maniera intelligente, può rappresentare la possibilità di rimpinguare l’organico del personale ferroviario impegnato nella flotta pubblica sullo stretto sempre più carente e caratterizzata da un  precariato diffuso, dando nel contempo risposte occupazionali certe alla miriade di precari che, a partire da quelli storici, ruotano ormai da decenni all’interno del sistema di attraversamento delle navi del gruppo FS operanti nello stretto di Messina.