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6 luglio 10.06 Sanità, la Cisl chiede il commissariamento del Distretto D26

Sono 14 i milioni di euro non spesi per i servizi socio-sanitari dal Distretto D26 e Messina vanta un triste primato: è l’unico dei 55 Distretti della Sicilia che non ha avviato , lo strumento attraverso il quale vengono erogati i servizi sociali.

Un atteggiamento omissivo che dura da due anni e che, di fatto, ha portato al blocco del Piano di Zona 2010-2012. A denunciarlo, ieri al Comune di Messina, è stata la segretaria provinciale della Cisl Mariella Crisafulli nell’ambito della riunione convocata dal Gruppo Piano del Distretto D26 con la presenza dei funzionari dell’Assessorato regionale della Famiglia, delle Politiche Sociali e del Lavoro.

“Abbiamo – ricorda Mariella Crisafulli – inviato ripetuti solleciti, richieste di incontro e per ultimo, lo scorso mese di aprile, una diffida chiedendo chiarimenti sulle cause hanno bloccato il Piano di Zona del Distretto Socio-sanitario che interessa ben 14 comuni”.

Oltre Messina capofila, infatti, il Piano di Zona si applicherebbe ai comuni di Alì, Alì Terme, Fiumedinisi, Furci Siculo, Itala, Mandanici, Nizza di Sicilia, Pagliara, Roccalumera, Rometta, Saponara, Scaletta Zanclea, Villafranca Tirrena.

“Penalizzati – prosegue la segretaria Cisl – i soggetti più deboli del comprensorio. Sono rimaste bloccate quelle somme, previste dalla legge 328 del 2000, erogate tramite la Regione Siciliana ai Distretti socio sanitari e destinate ad assicurare servizi essenziali alle famiglie che hanno a carico anziani, diversamente abili, minori per cercare di superare situazioni di bisogno e difficoltà dei soggetti più deboli garantendo un sistema integrato di interventi e servizi sociali per assicurare qualità della vita, pari opportunità, non discriminazione e diritti di cittadinanza”.

“Tali circostanze – denuncia la Cisl – sono intollerabili in una situazione in cui già le persone con disabilità e le loro famiglie soffrono di una carenza generale di servizi con conseguenze spesso drammatiche e comunque contrarie sia allo spirito della legge sia al rispetto dei diritti fondamentali umani e sociali delle persone”.

“Ci si lamenta spesso che mancano le risorse – sottolinea il segretario generale della Cisl di Messina, Tonino Genovese – ma altrettanto spesso riscontriamo che quando sono disponibili non sono utilizzate. In questo caso ci sono milioni di euro che potrebbero dare ossigeno ai lavoratori del settore e a quanti necessitano di servizi di assistenza e invece rimangono fermi nelle casse pubbliche per incapacità politica e gestionale dei soggetti preposti”.

Il Dipartimento dei servizi sociali del Comune di Messina, inoltre, ha un nuovo dirigente, sottolinea la Cisl, “l’ennesimo che si avvicenda in uno dei servizi fondamentali per i bisogni della comunità e ogni volta il lavoro deve ricominciare da zero”.

La Cisl, inoltre, ha contestato il taglio di fondi e servizi ipotizzato per l’assistenza domiciliare ritenendo, piuttosto, più doveroso intervenire sui servizi del cosiddetto “turismo sociale” perché “è fondamentale assicurare servizi essenziali anziché le gite o le crociere così com’era stato ipotizzato nella prima stesura del Piano di Zona”.