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8 giugno 07.30 Ente Teatro, debutta il musical “Salvatore Giuliano”

Arriva finalmente a Messina il musical “Salvatore Giuliano”. Un evento atteso, sia per il successo che lo spettacolo ha ottenuto lungo tutta la tournée di quest’anno sia per la sua “messinesità”. Sono nati, infatti, nella città dello Stretto sia l’ideatore dell’intera operazione, nonché autore delle musiche e coautore dei testi, Dino Scuderi, e il regista Giampiero Cicciò. Sciolte le riserve sulla possibilità di andare in scena, grazie all’intervento di Comune e Provincia, accorsi in aiuto dell’Ente Teatro dopo i tagli regionali, “Salvatore Giuliano” sarà sul palcoscenico del Vittorio Emanuele da oggi a domenica 10 giugno. Cinque in tutto le repliche per consentire lo svolgimento di tutti e cinque i turni di abbonamento, oltre al normale sbigliettamento. Sacrificate, purtroppo, le repliche per le scuole. Questo il calendario rimodulato: venerdì, ore 21.00 – Turno B; sabato, ore 17.30 – Turno C,, ore 21.00 – Turno D; domenica, ore 17.30 – Turno E, ore 21,00 – Turno A.

Gli altri autori dei testi sono Franco Ingrillì e Pierpaolo Palladino. Nei ruoli principali Giampiero Ingrassia e Barbara Cola. Gli altri interpreti sono: Perluigi Misasi, Luca Notari Piero Di Blasio, Andrea Spina, Stefania Fratepietro, Valentina Gullace, Carmelo Gerbaro Mazzone, Paolo Gatti, Laura Pucini, Elisabetta Tulli, Luciano Guerra, Francesco Di Nicola, Roberto Rossetti,  Luca Di Nicolantonio, Rosario Gualtieri e Alessandro Marino. Scene di Andrea Bianchi/Forlani, costumi di Alessandra Benaduce, coreografie di Aurelio Gatti e luci di Umile Vainieri.

A distanza di poco più di dieci anni dal successo ottenuto in occasione della sua prima presentazione sotto forma di concerto spettacolo al Teatro Antico di Taormina nell’estate del 2001, prodotto da Rosario Coppolino (altro messinese) e Antonella Piccolo per Molise Spettacoli, in collaborazione con Mediterrarea, “Salvatore Giuliano” ripropone da un’ottica particolare la storia del famoso bandito. Se Francesco Rosi aveva parlato del bandito-eroe con un rigoroso film-inchiesta, e se Michael Cimino ne aveva alterato e colorito la storia in un’altra pellicola (“Il siciliano”), Scuderi, Franco Ingrillì e Pierpaolo Palladino raccontano la parabola esistenziale di un personaggio entrato ormai nella leggenda. “Salvatore Giuliano” è un unicum nel suo genere perché trasforma in spettacolo musicale una vicenda difficile, intricata e ancora al centro di inchieste giornalistiche e studi specialistici.

Il musical divide la parabola di Giuliano in tre fasi: la prima – “da bandito a eroe” – ha come sfondo la rapida ed effimera ascesa del movimento separatista. La seconda – “da eroe a traditore” – ha come sfondo il conflitto di classe fra agrari e contadini, e la strage di Portella delle Ginestre. La terza “la vittima del complotto” – ha come sfondo gli eventi che portarono alla “normalizzazione” della società siciliana e alla restaurazione di un blocco di potere conservatore, fondato sull’alleanza fra agrari, mafia e importanti “pezzi” dello Stato Italiano. Per cui, senza che ciò fosse una scelta programmatica degli autori, il racconto della storia di Giuliano è diventato il racconto di una pagina per certi aspetti ancora aperta della nostra storia.

«Ho cercato di orientarmi – ha spiegato Scuderi – verso un soggetto che corrispondesse alla mia idea di creare uno spettacolo in cui la storia e la cultura del nostro Paese si fondessero con le ormai tradizionali caratteristiche di questo genere angloamericano. Ho cercato di far mia la mentalità degli autori di musical stranieri, soprattutto dei compositori più moderni, i quali da sempre hanno attinto dalla musica lirica e dalle arie tipiche italiane (con particolare riferimento a Puccini, Donizetti, ecc.), adattandola ai gusti e alle tendenze del proprio paese. Quindi, ho cercato di agire in modo esattamente contrario. Mi sono detto: nel cimentarsi in un musical nuovo, invece di prendere a modello in tutto e per tutto quello straniero, perché non salvarne solo le caratteristiche più importanti per adattarle alla nostra tradizione teatrale e musicale? Salvatore Giuliano mi ha permesso di rendere concrete queste premesse: non solo il personaggio evocava un fascino ancora vivissimo, ma tutto il contorno e l’ambiente mi aiutavano a creare, sia nelle melodie che nelle armonie, nelle orchestrazioni, nel linguaggio, nei personaggi e nelle ambientazioni, un prodotto molto “italiano”».

«L’opera di Dino Scuderi su Salvatore Giuliano – scrive Giampiero Cicciò nelle note di regia – è soprattutto una storia che parla della Sicilia. E la mia regia ha come intento primario quello di raccontare un momento storico fondamentale della mia isola già allora insozzata da sinistri rapporti tra mafia e potere politico. Quella del bandito Giuliano è una vicenda piena di misteri tuttora irrisolti. Ed è proprio la parola “mistero” che sarà alla base del mio lavoro di “ricostruzione” registica. Misteri, segreti, omertà, sospetti: tutto sarà immaginato, decifrato, intuito dal pubblico. Non per mancanza di coraggio da parte mia. Ma per la mancanza di una verità vera ancora adesso inseguita dagli studiosi. L’unica certezza su quell’infelice periodo siciliano, e su molti altri “misteri italiani” analoghi, la sintetizzerei con un antico proverbio africano: “Quando gli elefanti combattono è sempre l’erba a rimanere schiacciata”. E della strage di Portella delle Ginestre, ancora avvolta, appunto, nel mistero, sappiamo solo che ha alle spalle una lotta tra molti poteri, più o meno forti, che hanno combattuto le loro battaglie incuranti e sprezzanti della vita della popolazione più indifesa».

TEATRO VITTORIO EMANUELE

VENERdì 8,  SABATO 9 e DOMENICA 10 GIUGNO ore 21.00;

SABATO 9 e domenica 10 GIUGNO ore 17.30