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6 dicembre 09.16 Dissesto idrogeologico, Ordine Ingegneri: “Stanziare fondi per analisi territorio”

Nel corso della consegna delle Borse di Studio di sabato 3 dicembre, intitolate alla memoria dell’ing. L. Costa, è emersa ancora una volta l’esigenza di dotare il ns. territorio provinciale di un  Progetto Conoscenza sugli interventi prioritari per il rischio idraulico e geologico – alluvionali nel territorio messinese che dovrà prevedere anche una scala di priorità degli interventi da avviare, annualmente, nelle zone più a rischio.

Tale esigenza non è più rinviabile preso atto che occorre agire con adeguato tempismo prima del verificarsi dei disastri per salvare non solo vite umane, ma anche per non gravare di costi esorbitanti le Casse pubbliche; non è solo un problema di risorse, come spesso viene affermato in queste occasioni, ma di adeguata programmazione degli  interventi di messa in sicurezza in fase di pre-emergenza: manutenere i torrenti, verificare in modo sistematico la reale stabilità dei versanti interessati da opere di urbanizzazione e da interventi edilizi e rivedere le previsioni di sviluppo territoriale ed urbanistico nelle aree a possibile rischio frana ed esondazione idraulica (in prossimità dei corsi d’acqua).

  Ricordiamo a tal uopo che in Italia il 77% dei comuni ha nel proprio territorio abitazioni in aree golenali, in prossimità degli alvei e in aree a rischio frana e quasi un terzo di essi presenta in tali aree interi quartieri.

Pensiamo a Comuni come Barcellona che insistono per gran parte su aree golenali. Messina attraversata da più di 60 fiumare con insediamenti e strutture pubbliche (strade e linee ferrate) che coprono gran parte delle foci delle suddette fiumare. Non è un caso che a Scaletta come a Genova gran parte dei danni sia dipeso dall’occlusione delle coperture dei torrenti.

E’ necessario attendere le alluvioni per riparare danni, tra l’altro solo localizzati in alcune aree, invece di prepararsi prima e pianificare una seria messa in sicurezza del ns. territorio?

Le somme necessarie alla redazione dell’importante strumento di pianificazione, necessario per una reale ed efficace programmazione di interventi a difesa del suolo,  potrebbero essere recuperate o dall 1% dei fondi riservati ai lavori di messa in sicurezza delle zone alluvionate, o in alternativa dalle somme dei ribassi dei lavori fino ad oggi andati in gara.

Proponiamo che nella dichiarazione di Stato di Calamità per i Comuni colpiti dall’alluvione del 22 novembre u.s. e nella  prossima Ordinanza di Emergenza vengano espressamente stanziati tali fondi.

Lo chiediamo alla classe politica siciliana.